133. Svetonio, in Nerone, 11.134. De spectaculis, passim: e Tertulliano, c. 15.135. Seneca, ep. 114; De provid., III.136. Seneca, ep. 86.137. Plinio, Nat. hist., IX. 58.138. Paucton, Métrologie, cap. XI.139. Lib. XVIII. cap. 6.140. In Aureliano, cap. X.141. De beneficiis, VII. 10.142. Svetonio. — Dione dice tremilatrecento milioni.143. Lampridio, nella Vita di esso, XIX. 24.144. Plinio, lib. XIII.145. Digitus medius excipitur: cæteri omnes onerantur, atque etiam privatim articulis. Plinio, XXXVIII. E Marziale, v. 11: Sardonicas, smaragdos, adamantos, jaspidas uno
Portat in articulo.
146. Vedi la nota 13ª al Cap. XXVIII. — Di che materia erano questi vasi, così pregiati agli antichi? Mercatore e Baronio dissero di bengioino; Paulmier di Grentemesnil, d'argilla impastata con mirra; Cardano, Scaligero, Mercuriale, di porcellana; Belon, di conchiglia; Guibert, di onice; altri d'altro. Le Blond, nelle Memorie dell'Accademia d'Iscrizioni, vol. XLIII, mostra che nessuno si appose, ed esorta a far nuove richerche, che non vennero ommesse. Haüy volle provare fossero di spato-fluore.
Vedansi: Corsi, Dei vasi murrini. 1830.
Thiersch, Ueber die Vasa Murrina. 1835.
Costa de Macedo, Mem. sobre os vasos murrhinos. Lisbona, 1842.
147. Margaritas, quæ contra triplum aurum obrizum, atque id quidem in India effossum, veneunt.148. Dione Cassio, xliii. lix.149. Plinio, viii. 48.150. Taxatio in deliciis tanta, ut hominis quamvis parva effigies vivorum hominum, vigentiumque pretia superet. Plinio, xlvii.151. Lo stesso, VII. 39.152. Marziale, X. 31.153. Tre Apicj son citati; uno durante la repubblica, questo contemporaneo di Seneca, e un altro al tempo di Trajano. Il secondo è il più celebre, molti intingoli conservarono il suo nome, e fu scritto sotto il nome suo un trattato di cucina, De re culinaria.154. Marziale, XII. 3. — I pasti dati dagli imperatori al popolo col nome di congiarium, valsero,
sotto
Augusto, da 30 a 47 nummi
L.
9 »
—
Tiberio, 300 nummi
»
67 50
—
Caligola, 6 dramme
»
60 »