Allia præcepit Titini sententia necti.
I due versi conservatici da Festo come preservativi, sono scorrettissimi; Dachery gli emenda così:
Στρίγγ’ ἀποπέμπειν νυκτίνομαν, στρίγγα τ’ἀλαὸν,
Ορνιν ἀνώνυμον, ὼκυπόρους ἐπὶ νῆας ἐλαύνειν.
— La strige rimovi notte-mangiante; la sucida strige, uccello ferale, fuga nelle veloci navi.
I passi di antichi, attestanti le magiche arti, sono prodotti da Delrio, Disquisitiones magicæ, lib. II. qu. 9, e passim.
196. Orazio, Epodi.197. Svetonio, in Tiberio, 63. 14. 79; Plinio, xvi. 30; XXVIII. 2.198. Mihi hæc ac talia audienti, in incerto judicium est fatone res mortalium et necessitate immutabili, an sorte volvantur. Ann., VI. 22. — Mihi, quanto plura recentium seu veterum revolvo, tanto magis ludibria rerum mortalium cunctis in negotiis observantur. Ivi, III. 18.199. Ad Galatas, III. 28; ad Colossenses, III. 11.200. Longe clarissima urbium Orientis, non Judeæ modo. Plinio, Nat. Hist., V. 14.201. È la definizione famosa di sant'Agostino: Virtus est bona qualitas mentis... qua nullus male utitur. E altrove: Ille pie et juste vivit, qui rerum integer est æstimator, in neutram partem declinando. E de lib. arb.: Voluntas aversa ab incommutabili bono et conversa ad proprium, peccat.202. La venuta di san Pietro in Italia è uno de' punti della storia ecclesiastica più impugnati dagli eterodossi, perchè molti farebbero dipendere da quella l'istituzione apostolica della santa sede in Roma, ma vien dimostrata da argomenti irrepugnabili. Nell'anno 42, da noi segnato, comincerebbero i venticinque anni che il Cronico di Eusebio assegna al pontificato di san Pietro.203. Atti apostolici, XVIII. 15.204. Mansit biennio... et suscipiebat omnes, qui ingrediebantur ad eum, prædicans regnum Dei, et docens quæ sunt de domino Jesu Christo, cum omni fiducia, sine prohibitione. Ivi, XXVIII, 30 e 31.205. Parla sempre Tacito, Ann., XV. 44.206. — Quel che alle donne, è comandato anche agli uomini. Le leggi di Cristo non somigliano a quelle degli imperatori; non la stessa cosa insegnano san Paolo e Papiniano. Le leggi permettono ogni impudicizia agli uomini in donne libere; nei Cristiani, se il marito può ripudiar la donna per adulterio, anche essa lui pel delitto stesso. In condizioni eguali, eguale è l'obbligazione». S. Girolamo a Fabiola.207. Sap., XIV. 22 e seg. Ad Galatas, V. 19 e seg.208. Si vos manseritis in sermone meo, vere discipuli mei eritis; et cognoscetis veritatem, et veritas liberabit vos. S. Giov., viii, 31 e 32.209. — L'uomo ha diritto di comandare alle bestie, ma Dio solo di comandare all'uomo». S. Gregorio Magno, lib. XXI, in Job., c. 15.210. Regimen tyrannicum non est justum, quia non ordinatur ad bonum commune, sed ad bonum privatum regentis... Et ideo perturbatio hujus regiminis non habet rationem seditionis, nisi forte quando sic inordinate perturbatur tyranni regimen, quod multitudo subjecta majus detrimentum patitur ex perturbatione consequenti, quam ex tyranni regimine. San Tommaso, Summa theol. 2ª 2 æ quaest. 42ª art. 2º ad 3 um.211. Evulgato imperii arcano, principem alibi quam Romæ fieri. Tacito, Hist., i. 4.212. A Canneto o più verisimilmente a Calvatone nel Cremonese, alla biforcazione d'una strada romana, a due giornate da Verona. Quivi le cronache paesane collocherebbero la città di Vegra (forma vulgare del nome di Bedriaco, o Bebriaco), distrutta dagli Unni; e vi si scoprono continuamente ruderi antichi, e nel 1855 un busto di bronzo dell'imperatore Antonino, e due statuette di marmo pario.213. Tacito, Hist., lib. IV. 74. 75.214. Nel censimento sotto Vespasiano si asserisce che trovaronsi nella Gallia Cispadana cinquantaquattro persone di cento anni, cinquantasette di centodieci, due di centoventicinque, quattro di centrentacinque, quattro di centrentasette, tre di cenquaranta: a Parma ve n'avea tre di centoventi, due di centotrenta; a Faenza una donna di centrentadue; a Rimini uno di cencinquanta, nominato Marco Aponio.215. Stazio e Marziale. Ecco alcune delle costoro adulazioni: Invia sarmaticis domini lorica sagittis
Et Martis getico tergore fida magis...
Felix sorte tua, sacrum tui tangere pectus
Fas erit, et nostri mente calere Dei!...