Piselli
»
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1 50

Ceci
»
»
2 50

Avena
»
»
0 75

Lupino crudo
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1 50

Fagiuoli secchi
»
»
2 50

Così 13 litri di sale sono a L. 2.50; la libbra di carne suina 0.30; di manzo, di cara e montone 0.20; di lardo 0.40; di prosciutto 0.50; di agnello e capretto 0.30; di porcello 0.40; la sugna 0.05; il burro 0.40; mezzo litro d'olio 0.30; del sopraffino 1; le ulive 0.10; i vini d'Italia da 20 a 30 denari, cioè dai 50 ai 75 centesimi; la birra da 5 a 10 centesimi.

Quanto alle giornate, quella del contadino sarebbe di L. 0.65; di muratore, falegname, fornaciajo di calce, fabbro, panattiere 1.25; marmorajo, terrazziere di musaico 1.50; asinajo, camellajo, bardotto ( bardonarius ), pastore centesimi 50 col vitto; mulattiere, porta acqua, curator di condotti con vitto e per l'intera giornata centesimi 65. Al pedagogo, al maestro di leggere e scrivere 1.25; 1.90 al maestro di calcolo e stenografia; 5 al grammatico greco; 2.50 al maestro architetto; al garzone del bagno centesimi 5; per le scarpe da mulattiere e paesano senza chiodi ogni pajo 3, da soldati 2.50, da patrizj 3.75, da donna 1.50; il legno di quercia per una misura di quattordici sopra sessantotto cubiti 6.25; di frassino per quattordici cubiti sopra quarantotto dita, 5.

I calcoli e i ragionamenti di Dureau de la Malle tendono a stabilire che il ragguaglio fra i metalli preziosi e il prezzo medio del grano, delle giornate, del soldo militare, era, sotto l'impero romano, a un bel circa quello della Francia odierna.

254. Digesto, tit. De publicanis et vectigalibus.255. Minima computatione, millies centena millia sestertium annis omnibus India et Seres, peninsulaque illa (Arabia) imperio nostro adimunt; tanto nobis deliciæ et fœminæ constant. Nat. hist., XII. 41.256. — Io mostrerò nella prima epoca, che i Romani, poveri soldati, non ebbero nè genio nè cognizione di commercio; nella seconda, che i Romani, grandi e potenti colla guerra, trascurarono per orgoglio il commercio, e non pensarono che ad arricchirsi colle spoglie di tutte le nazioni; nella terza, che i Romani, schiavi e voluttuosi, con un commercio passivo e rovinoso, caddero nella povertà e nella barbarie. Mengotti, Del commercio de' Romani; memoria premiata dall'Istituto di Francia.257. Ma i poeti non sapevano immaginare a quella spedizione altro scopo che di conquiste. Vedasi Orazio; e così Properzio, III. 4: Arma Deus Cæsar dites meditatur ad Indos,

Et freta gemmiferi findere classe maris.