E questo era il letterato e certamente il più disinteressato di tutti. Figuriamoci gli altri.

Ubbriacatura. — Ad aumentare la ferocia dei veri delinquenti e l'irritazione di tutti si aggiunga, oltre all'ubbriacatura morale che dà il numero stesso, l'ubbriacatura fisica, il vino bevuto a profusione.

Monastier ubbriaco faceva ghigliottinare Lassalle, e al domani non si ricordava più dell'ordine dato.

I Commissari della Vandea vuotavano in tre mesi 1974 bottiglie e contavano nel loro seno Rossignol, un operaio orefice, divenuto generale in capo, tutta la vita dedito alle crapule, e Vacheron, che violava donne e fanciulli e faceva fucilare chi si opponeva alle sue libidini accese dall'alcool.

Ad Avignone un farmacista, fratello di uno dei capi masnada, ebbe l'orribile idea di intossicare con sostanze venefiche, probabilmente stramonio, i pacifici cittadini che divenivano così subitamente sanguinari.

Non ci meravigli questa strana influenza nelle rivolte dei criminali e dei pazzi ad un tempo.

Io ho a lungo dimostrato e più volte nelle mie opere, che mentre tutti gli uomini amano, odiano il nuovo, solo i matti, i mattoidi e i criminali nati hanno per questo una speciale attrazione.

Il criminale è, sopratutto per la sua natura impulsiva e per odio delle istituzioni che lo colpirono o che lo inceppano, un ribelle politico perpetuo, latente, che trova nelle sommosse il modo di sfogar doppiamente le sue passioni, e di vederle, per la prima volta, approvate anco dal pubblico. Ed è certo che costoro vedono, forse ispirati dalla passione, i difetti dei governi che ci reggono, meglio e più giustamente che non faccia la media degli onesti.

Gli è che in costoro l'anomalia organica prepara il terreno al minore misoneismo, ch'è il carattere normale dell'uomo onesto.

VI.
L'azione della folla.