«E ancora nel richiedere la condanna di ladruncoli non può non lacrimarci il cuore a confronto della criminalità spudorata e impunita degli svaligiatori della Banca Romana».

Parole sante ma che pronunciate da un altro potrebbero esser scontate col carcere, tanto ahi! è giusta la giustizia d'Italia!

S'aggiunga che molti reati oggidì eziandio non vengono denunziati se commessi in talune classi pericolose ma potenti: tra camorristi, mafiosi, barabba. E basta esser camorrista per non esser più indigente.

Riassumendoci: il fattore economico ha una grande influenza sulla criminalità, non già perché la miseria ne sia la causa precipua, influendovi quanto questa la ricchezza eccessiva o troppo rapidamente acquistata, o quando, subendo crisi, espone doppiamente alle tentazioni del bisogno chi s'era abituato al benessere. Però e miseria e ricchezza sono spesso paralizzate dall'azione etnica e climatica.

Ad ogni modo, come dimostrò Fornasari, restano completamente indipendenti dal fattore economico gli incendi e danni, i reati contro la religione e i culti, le diffamazioni e ingiurie, le bancherotte fraudolenti, ed in gran parte le false testimonianze, calunnie, ecc., i reati contro la sicurezza dello stato, i falsi in atti e monete (Fornasari, o. c.)[115].

CAPITOLO X. Religione.

L'influenza della religione è così complessa, come e più della civiltà e della ricchezza.

E noi abbiam visto criminali religiosissimi (specialmente nella campagna e nei paesi poco civili) e criminali irreligiosi ed atei. Abbiam visto che fra i frequentatori delle chiese, criminali ed onesti quasi si equilibrano nelle proporzioni[116], se spesso i primi non li superano (V. vol. I).

Su 700 esaminati da Ferri uno solo era ateo, uno era indifferente, 7 erano devoti, e trovavano perfino nel sentimento religioso una scusa al loro delitto; uno diceva: È Dio che ci dà questo istinto di rubare; un altro: I delitti non son peccati perchè anche i preti ne commettono, oppure: Ho peccato è vero ma colla confessione il prete mi perdona. I più erano imprevidenti delle pene future come lo erano delle umane.—Così un assassino rispondeva a Ferri che gli aveva chiesto se non temesse il castigo divino...—Mah! Dio non mi ha ancora castigato.—Ma voi andrete all'inferno...—Oh! potrei andarvi, e non andarvi...—E un terzo: Noi lo vedremo se saremo puniti, quando saremo morti.

Reclus (Géographie universelle, II, 618) scrive che in Tregnier (Brettagna) havvi una cappella ove vanno ad invocare dalla Madonne de la haine (dell'odio) la morte della persona odiata.