Riassumendo, ecco la proporzione della criminalità femminile e maschile in varii paesi d'Europa[149]:

UominiDonneRapporto
Italia (1885-89)100195,2 : 1
Gran Brettagna (1858-64)79213,8 : 1
Danimarca e Norvegia80204,0 : 1
Olanda81194,5 : 1
Belgio82184,5 : 1
Francia83174,8 : 1
Austria83174,8 : 1
Baden84165,8 : 1
Prussia85155,7 : 1
Russia91910,1 : 1
Buenos-Ayres (1892)96,443,5627,1 : 1
Algeria (1876-80)1004,125,0 : 1
Vittoria (1890)100911,1 : 1
New-South-Wales10017,45,8 : 1

Raggruppando insieme tutte le specie di delinquenti condannati, per le annate dal 1885-89 in Italia, si ha la seguente media annua:

Per gli uominiPer le donne
286,82554,837

Tenuto conto che i delitti giudicati dai pretori sono i meno gravi, quelli dalle Corti d'Assise i più gravi, e quelli dei Tribunali presentano media gravità, abbiamo (media annua) in Italia per ogni 100 condannati maschi, le femmine ree così distribuite:

Età per sesso.—E l'analogia comincia a trovarsi anche per l'età. Si era detto da quasi tutti gli statisti, che la donna entra assai più tardi dell'uomo nella via del delitto. L'Oettingen fissa il massimo della sua criminalità tra il 25º ed 27º anno; Quetelet, in un passo, che poco dopo viene a contraddire, lo fisserebbe perfino al 30º anno[150], mentre nell'uomo il massimo sarebbe nel 24º.

In Italia nelle medie annue dal 1885 al 1889 le donne dànno, per rispetto all'età delle condannate e per ogni 100 delitti commessi da uomini, nelle singole categorie[151]:

PretoriTribunaliCorti d'Assise
Fino a 14 anni22,510,10,0
Da 14 a 21 anni22,29,03,3
Da 21 a 50 anni21,68,45,5
Da 50 in su23,110,511,1

Da cui si ricava che in tutte le categorie dei reati, leggieri, gravi, gravissimi, la criminalità femminile, confrontata alla maschile, raggiunge le più alte proporzioni nell'età più avanzata, vale a dire quando i caratteri speciali del sesso sono come soffocati dall'età. Infatti fra i condannati dalla Corte d'Assise, le donne sopra i 50 anni rappresentano l'11,1 per 100 uomini, mentre da 21 a 50 solo il 5,5%.