Oltre a tutti questi difetti, generali a tutta l'Europa, il carcere d'Italia ne ha anche di tutti suoi, o meglio di quelli che solo la Spagna può vantare comuni—ha la mala struttura che permette la facile evasione come in Girgenti e Caltanissetta, e forse in quasi tutte le carceri mandamentali—ha l'insufficienza, la sproporzione dei locali alle singole condanne. La legge commina la custodia, l'arresto, la carcere, la cella, la relegazione, ma tutto ciò resta lettera morta, perchè le celle non bastano non che pei minorenni, nemmeno per il decimo dei soggetti a giudizi, per cui, se si vuole un buon processo, sarebbero più necessarie.
Rachitide.—Fra le cause che spingono al delitto, ve ne hanno alcune troppo accidentali o troppo rare per poter figurare davanti allo statista, ma che non meritano perciò meno d'essere studiate dall'antropologo. Chi può sapere fino a qual punto la scrofola, l'arresto di sviluppo e la rachitide possono aver influito a provocare o modificare le tendenze criminali?
Noi abbiamo rinvenuti 11 gobbi sopra 882 delinquenti, quasi tutti ladri o stupratori. Virgilio trovò 3 rachitici ed 1 con arresto di sviluppo dello scheletro su 266 condannati da lui presi in esame, e 6 con balbuzie, 1 con labro leporino, 5 con strabismo, 45 scrofolosi e 24 colpiti da carie. Secondo lui, 143 sopra 266 di costoro portano traccie di impronte fisiche degenerative (op. cit, p. 22).
Vidocq osservava, che tutti i grandi assassini capitatigli fra le mani avevano le gambe arcuate.
Thompson rilevò nei delinquenti di Scozia una grande quantità di piedi vari, di labbri leporini, di rachitici e di scrofolosi.
Cranio.—E chi può dirci fino a qual punto abbia influito allo sviluppo della delinquenza la diminuita capacità cranica, che nell'uomo libero non passa l'11%, e che noi abbiamo rinvenuto in un rapporto del 18 nei delinquenti vivi, in ispecie ladri e incendiari, e nei morti fino del 59%? E quelle deformazioni craniche (Plagiocefalia, Oxicefalia, Trococefalia) che nei vivi ci apparvero in una frequenza dell'8, e nei morti del 9%, non possono esse aver influito di molto? Non dobbiamo noi tenerne conto pel crimine tanto almeno come per l'eziologia dell'alienazione?
Fegato, Genitali.—E così dicasi pure dell'ipertrofia di fegato, che pare abbia una certa influenza nei reati di vendetta; e di quella degli organi genitali, che conta fra le probabili cause di stupri, di assassinio e d'incendi, e che il Virgilio rinvenne frequente 1,3%. In una condannata per violenze sul marito che costringeva ad esser testimonio delle sue libidini si rinvenne una clitoride ingrossata del doppio. In tutti i delinquenti, specialmente ladri e assassini, lo sviluppo dei genitali è assai precoce e specialmente nelle ladre, dove ci occorse trovare tendenze alla prostituzione fino in età di 6 a 8 anni.
Boggia a 62 anni avea spermatozoi numerosi e vivacissimi (Mantegazza, Sui testicoli, 1863). Ho notato che le grandi avvelenatrici furono tutte assai feconde o libidinosissime, e tali furono gli assassini e tali erano i criminali fra gli Juke.
Casper trovò in un pederasta abituale (200) completa ipospadia e stortilatura del membro; quest'ultimo carattere fu trovato in un altro pederasta da Hoffmann. Secondo Tardieu, gli anorchidi e gli ermafroditi dànno un numeroso contingente ai delitti contro natura (Sur l'identité, 1870). Evidentemente per essi è questo un fenomeno fisiologico. Ora in coloro che Westphal definisce affetti da pazzia per appetenze sessuali contro natura, vi è se non una materiale certo una vera femminilità morale per cui sentono gli stimoli del sesso in senso inverso della natura. Chi può dire in questo caso dove comincia la colpa?—Forse l'ermafroditismo e l'ipospadia, il femminalismo appunto perchè, come la microcefalia, sono effetto di un arresto parziale di sviluppo, più facilmente si connettono ad arresti di sviluppo dei centri nervosi e quindi a mancanza del senso morale, e perciò forniscono al crimine, relativamente al loro numero, una quota molto maggiore di delitti degli altri uomini; Hoffmann narra di un pseudoermafrodita levatrice, che eseguendo l'esplorazione stuprava le sue clienti. Io so di una pseudoermafrodita, la cui gelosia per l'amasia, era così violenta da rasentare il delitto; e di un ipospadico completo, creduto donna fino a 24 anni, Raffaella Amato, che uccise uno, perchè rivelò i suoi impuri amori con una donna e il suo vero sesso. E qui giova notare collo stesso Hoffmann (Ein Fall v. Pseudoermafroditismus, 1877, Wien), che forse a questa legge si connette quell'altro fenomeno della comune mancanza di barba e della ricchezza dei capelli, delle apparenze femminee, insomma, che noi avvertimmo in tutti i veri delinquenti. E, in parte, a questa stessa legge si collega la frequenza della precoce pederastia nelle case di pena.
L'amore, dice Courtelles, per il patico è alle volte sì grande nei carcerati da spingerli alla recidiva per poter riprendere la diletta compagnia; altrettanto vedemmo accadere nelle donne prostitute.