A Mitilene le liti di due eredi e a Delfo una mancata promessa di matrimonio causarono torbidi per lunghi anni; come a Firenze pretendevasi, ma non è certo, che lo sfregio a Buondelmonti agli Amedei originasse le sanguinose contese dei Guelfi e Ghibellini[210]. Certo, però, un asino, appartenente agli Albizzi, che urtava un Ricci per via, fu causa di una mezza battaglia (Sacchetti, II, 159-160).
Osserva Bacone[211] che persino delle frasi o risposte vivaci di alcuni principi furono talora scintille di sedizione: Galba si perdette per aver detto: Legi a se militem non emi; non sperando più in tal modo i soldati di far pagare i loro voti. Probo, egualmente, per aver detto: Si vixero, non opus erit amplius Romano imperio militibus, rivoltò contro a sè la soldatesca.
Anche nel nostro secolo, sommosse non lievi ebbero un motivo assai futile. Così: nell'aprile 1821 scoppiò una rivolta a Madrid, perchè il re non volle o non potè intervenire ad una processione religiosa; nel luglio 1867, Bukarest insorse contro il monopolio dei tabacchi; nel settembre 1867, Manchester, per l'arresto di due Feniani; nel settembre 1876, Amsterdam, per l'abolizione d'una delle fiere annuali.
Guerre.—Occasioni di sommosse sono pure le guerre.
Così a Tebe, dopo perduta la battaglia degli Enofiti, il Governo democratico fu rovesciato: ad Atene le classi ricche perdettero il primato, dopo che per le perdite fatte in guerra contro Sparta dovettero andare in fanteria. Ad Argo, dopo la perduta battaglia contro Cleomene, tutta l'armata dovette dare la cittadinanza ai servi: a Taranto prevalse la demagogia, dopo vinta in una battaglia la maggioranza dei cittadini: Siracusa, dopo che il popolo vinse gli Ateniesi, sostituì la democrazia alla repubblica.
«Spesso gli Oligarchi (scrive Aristotile) in tempo di guerra, per mutua diffidenza, rimettono la guardia della città a soldati, il cui capo diventa poi il padrone di tutti, così a Samo, a Larissa, ad Abido, e noi diremo, anni sono, in Francia».
Viceversa, le vittorie Polacche dal 1587 al 1795, secondo Soltyk, aggravando le classi povere senza compensi e aumentando l'operosità dei popoli vinti, sarebbero state una delle cause della rovina della Polonia.
La guerra Franco-Prussiana creò o meglio cementò l'Impero in Germania, quantunque prima lo popolazioni vi si mostrassero avverse: e lo prova la statistica dei reati politici in Germania, da cui si rileva che i processi per offese contro l'Imperatore, dopo essere saliti da 76 (1846) a 242 nel 1848 ed a 362 nel 1849, avevano a poco a poco ripreso il corso normale, prima della guerra del 1866; salendo poi nuovamente a 375, per calare nel 1879-81 a 132 e 193[212].
A sua volta, Sédan, segnò la caduta dell'Impero Napoleonico, come ora la battaglia di Adua segnò la fine della dittatura di Crispi in Italia.
Secondo Rénan, le due grandi evoluzioni ebree del Giudaismo e del Cristianesimo, si dovettero, oltrechè ai Profeti (v. s.), alla grande perturbazione realmente provocata fra gli Ebrei dalle vittorie degli Assiri e dei Romani.