L'Ordine dei Buoni Templari fondato a N. York nel 1852 e la Croce Bleu, fondata a Ginevra nel 1877, contano l'uno 500.000 e l'altro 10,000 membri, da cui solo si esige di astenersi da ogni bevanda fermentata per un determinato periodo di tempo: 15 giorni, 1 mese. E vi riesce.—Ed è così che si spiega che nei paesi protestanti, specie Svizzera ed Inghilterra, l'alcoolismo va diminuendo mentre cresce nei cattolici (Vedi Atlante).
Ottennero altrettanto i nostri Salesiani, le nostre buone Suore?
Per ottenere questi risultati, per cercarli, anzi, ci vuole un grado di idealità a cui non giungono le vecchie razze, che si sfogano e si cristallizzano nei riti, e mettono capo ad un dittatore, ad un individuo, per cui la giaculatoria, l'adorazione d'un uomo, sia esso papa, generale dell'ordine o santo, o semi Dio, o, anzi, parte del suo corpo, costituiscono il massimo del parossismo.
Ciò ho indirettamente dimostrato coll'esporre uno accanto all'altro i miracoli ed i meriti di D. Bosco e quelli del dott. Barnardo. Da noi vediamo divenire utili contro il delitto alcune poche individualità, quando a guisa di frammenti planetarii, sono dissidenti come Lazzaretti, o almeno eccentriche dalla orbita della Chiesa, come Don Bosco, S. Francesco d'Assisi, i quali costituiscono pel momento una vera religione nuova, viva, palpitante e che in breve formerebbero un scisma, se non vi pensasse a tempo, volta per volta, la potente piovra di Roma. Perciò un santo come il D. Bosco, e come vogliamo crederlo, fino a prova contraria, il Bartolo Longo non sorge senza aver trovato ostacoli da tutte le parti, perfino in quelle autorità ecclesiastiche che dovrebbero porli sugli altari; perciò per quanto vogliano cogliere la modernità, non vi giungono che a mezzo; e piuttosto che indirizzare i derelitti in larga scala nei mestieri più utili, organizzando emigrazioni, dissodamenti di terre come il dottor Barnardo, essi riescono a grandi e ben diretti conventi ed a convertire dei vagabondi in preti o in quei cultori delle scuole classiche che poi sono nuovi spostati. Sono santi, insomma, di un'epoca che non è la nostra, la cui opera, per quanto vasta, è impari alla grandezza dei bisogni, e troppo di raro va alla radice del delitto; e per quanto ammirabili per genio e santità devono nei loro moti uniformarsi al moto del pianeta maggiore, e mostrare d'avere più a scopo il trionfo del rito, del Dio di Roma che della virtù, se no sono soppressi;—così uno dei massimi scopi di D. Bosco era di creare dei preti salesiani—come di B. Longo (che si firma, notisi, conte, commendatore) di onorare la Madonna di Pompei. Che se coll'offrire ed insegnar ai derelitti un mestiere, con una educazione certamente morale essi certo giovarono a impedirne la trasformazione in veri criminali dei rei d'occasione, non salvarono il vero criminaloide, nè il criminale nato.
E così dopo molte richieste non potei raccogliere dall'opera di D. Bosco del delitto che questi esempi di redenzione: «Nel 1848, i genitori d'un povero ragazzo, potevano meritatamente chiamarsi suoi persecutori: i maltrattamenti erano quotidiani, e sovente, dopo avergli logorata tutto il giorno la vita, gli facevano soffrire la fame. Egli frequentava l'Oratorio, ma loro malgrado. E un giorno il padre rinforzò la proibizione con uno schiaffo. Il povero ragazzo, temendo di peggio, fugge verso l'Oratorio. Ivi arrivato fu sorpreso dal timore che il padre gli tenesse dietro e il venisse a trar fuori; per la qual cosa invece di entrare in casa si arrampicò ad un gelso, e vi si nascose tra le foglie. Ed ecco spuntare i suoi genitori i quali minacciarono D. Bosco di ricorrere alla questura.—Fate pure, rispose loro il Sacerdote, ma sappiate che ci andrò anch'io, e saprò svelare le vostre virtù e miracoli, e se in questo mondo vi sono ancora leggi e tribunali, voi ne subirete il rigore.—Per quell'anno il giovanotto fu applicato ad imparare l'arte da legatore da libri, ma in appresso D. Bosco, conosciutone l'ingegno svegliato e l'indole buona, lo destinò agli studii, facendogli scuola egli medesimo d'italiano e di latino. Ricevette lezioni di piano-forte da D. Bosco, e riuscì buon suonatore d'organo, e il suo braccio destro nelle partite e feste musicali. Ora occupa un posto ragguardevolissimo nel clero torinese». Ma come è chiaro non era nemmeno un criminaloide, era un maltrattato. I Salesiani mi aggiunsero poi che la massima parte dei giovani indisciplinati, con tendenza al furto e alla menzogna migliora o anche si corregge: ma che li respingono se persistono. Mi citarono però un giovane che aveva commesso atti sanguinarii in famiglia; e che dopo qualche mese era migliorato, e di un ragazzo di Torino incline talmente al furto che si dovette restituirlo alla famiglia: egli rubava, senza potersene trattenere, anche cose che sapeva non gli giovavano a niente. Noto poi che in alcuni predisposti la clausura, la vita conventuale provoca a sua volta come notammo dei nuovi delitti (inversioni sessuali, truffe), e poi non permette che il giovane slanciato nel mondo abbia forti a sufficienza le ali per lottare contro il male.
S'aggiunga infine che per quanto verniciato e mascherato il rituale, la formula liturgica s'impone in quegli istituti fra noi più di tutte le norme per la vita.
Negli orfanotrofi di Francia, scrive Joly, si bada sopratutto agli interessi religiosi dei bimbi e si classificano in confraternite e non si dànno ad un mestiere (Joly, Le combat contre le crime, p. 91).
Anche Roussel fa notare che la carità congregazionista di Francia è tutta rivolta alle ragazze, sicchè i maschi abbandonati non hanno altra risorsa che il carcere e i riformatori correzionali; e che di più gli asili cattolici quasi mai accolgono gli orfani illegittimi; e che mentre i protestanti cercano di mettere in luce le proprie organizzazioni, essi cercano di sfuggirla e non vogliono aver rapporti che col vescovo e con Roma; e molte cercano di lucrare col lavoro delle minorenni, nè le pongono in condizione di guadagnarsi il pane perchè non li mettono in cognizione di un mestiere, ma di una parte di un mestiere.—Gli allievi degli orfanotrofi crescono senza pratica al mondo e incapaci di crearsi un avvenire (Roussel, Enquète sur les orphelinats, 1882).
Nè la cooperazione del pubblico è nella carità latina diretta, continuata, quasi, in associazione col fondatore e al più è solo di denaro e non di prestazione personale e attiva, e quindi meno interessata e meno efficace: e l'azione dei grandi apostoli è tutta subordinata alla influenza personale e ieratica di un dato individuo che ne ha tutti i meriti come tutte le responsabilità, ma che sparendo lascia un incolmabile vuoto.
Concludiamo: maggiore è la differenziazione nella carità Anglosassone; e la cura di salvaguardare la fierezza umana, di servirsi dell'opera del povero, di rendere insomma cooperativa e mutua la carità invece che conventuale, e la tutela sopratutto pel bimbo ancora nelle fascie che è appena ricordato nella razza latina o tutt'al più nutrito, certo mai educato.