Però i neri abbondano in modo speciale nei paesi caldi—Vandea, Hérault, Var, Gers, Lande, Corsica, Bocche del Reno, Basse Alpi, Gironda ecc. Per cui l'influenza del clima non è esclusa.—E altrettanto dicasi dei biondi più frequenti di tutti (meno in Vaucluse) dove predomina il clima nordico: Pas de Calais, Nord, Ardenne, Manica, Eure et Loire, e che perciò tendono ad avere un minore numero di delitti di sangue.

In Italia la proporzione del tipo biondo in tutta l'Italia meridionale e insulare è inferiore alla media del regno (V. Livi,Archivio d'antrop., 1894), salvo in Benevento dove tocca la media, e nelle Puglie, Napoli, Campania, Trapani e parte orientale di Sicilia dove è inferiore di pochissimo. Ora in tutta l'Italia meridionale i delitti di sangue sono superiori alla media; e nella provincia di Benevento dànno una cifra che pur essendo forte, 27,1%, è però inferiore alle provincie vicine; e così dicasi delle Puglie e della parte orientale della Sicilia, Siracusa, Catania, che presenta una cifra meno intensa di criminalità (Siracusa 15, Catania 26, Lecce 10).

Qui il biondo è in rapporto diretto colla razza Longobarda (Benevento) e Greca (Sicilia), e dà una minore criminalità.

Nessun rapporto trovo però coll'oasi bionda di Perugia, e nè coll'oasi bruna di Forlì, nell'Italia centrale.

La massa bionda che circonda le Alpi è in rapporto stretto colla montagna e coincide colla minore criminalità, ma la ragione può qui essere orografica. Viceversa l'oasi intensamente bruna di Livorno e di Lucca coincide colla maggiore criminalità di Livorno in tutti i reati e anche in quelli di sangue; e colla relativa maggiore criminalità di Lucca in confronto ai vicini paesi toscani: e siccome concorda colla doligocefalia e non ha rapporti con fenomeni orografici mi pare che dia una nuova prova dell'influenza etnica spiccata sulla criminalità di sangue dei due paesi.

Quanto ai reati contro la proprietà non si ha corrispondenza chiara: la provincia di Treviso, biondissima, dà il più grande massimo di criminalità, e quasi come essa Ferrara, che è viceversa bruna.

Ebrei.—Chiare spiccano le influenze della razza sulla criminalità, nello studio degli Ebrei e degli Zingari, e ciò nel senso precisamente opposto.

La statistica avrebbe dimostrato negli Ebrei di alcuni paesi la criminalità inferiore a quella dei loro concittadini, il che riesce tanto più notevole inquantochè in grazia alla professione da loro più esercìta, essi dovrebbero paragonarsi, piuttosto che a tutta la popolazione in genere, ai commercianti ed ai piccoli industrianti, che dànno, come vedremo, cifre forti di criminalità.

In Baviera vi sarebbe 1 condannato ebreo ogni 315 abitanti, ed 1 cattolico ogni 265.—Nel Baden, per 100 cristiani, 63,6 ebrei (Oettingen, p. 844).

In Lombardia, sotto l'Austria, si ebbe in 7 anni 1 condannato ebreo ogni 2568 abitanti (Messedaglia).—Nel 1865 in Italia contavansi solo 7 ebrei carcerati, 5 maschi e 2 femmine; proporzione inferiore di molto alla popolazione criminale cattolica.—Nuove indagini del Servi, nel 1869, avrebbero dato su una popolazione di 17800 ebrei solo 8 condannati.