Dopo gli accessi epilettici si produce una profonda modificazione nel tipo dei tracciati: gli epilettici perdono, dopo l'accesso, l'educazione ergografica, ossia la coordinazione dei movimenti (da loro lentamente appresa nelle prime esperienze), che è necessaria per ottenere una buona curva ergografica. Poi un certo tempo dopo l'accesso (tempo variabile a seconda della violenza dell'accesso e a seconda degli individui), colla reintegrazione delle condizioni psichiche la curva della fatica ridiviene quale era nei periodi normali (intervallari), e allora si nota una diminuzione della forza muscolare dovuta alla stanchezza prodotta dall'accesso.

III. Sonno e sogni dei criminali.

Il dott. De Sanctis[429] ha da sue ricerche concluso che i delinquenti nelle notti successive al delitto e negli anni di espiazione dormono bene, purchè naturalmente non siano disturbati da cause estrinseche; e il loro sonno è simile a quello dei vecchi epilettici, convulsionari o degli imbecilli. Essi sognano poco, specialmente i grandi delinquenti; ed i loro sogni sono in generale privi di colorito emozionale o vi compaiono soltanto le emozioni erotiche, le mistiche, le espansivo-reattive. La scena del delitto non si riprodusse che in 22 su 93 delinquenti sognatori e soltanto in 11 tale riproduzione fu accompagnata da un movimento emozionale notevole.

Psicologia.

I. Giuochi dei criminali.

Il dott. Carrara[430] ha descritto i tristi giuochi dei criminali rinchiusi nelle case di correzione. Essi usano p. es. nel giuoco della patta di far passare la testa, evitando di esserne colpiti, tra due punte che un compagno muove orizzontalmente l'una contro l'altra tenendo le braccia tese all'innanzi; oppure ponendo la palma della mano su di un tavolo colle dita divaricate tentano di infiggere una punta con colpi rapidi e violenti negli spazi interdigitali; oppure uno dei compagni percuote con i pugni chiusi sui pugni di un altro armati di una punta e si giuoca a chi resiste di più o l'uno ai colpi o l'altro alle punture; o, nel giucco della ruota mentre 20 o 30 giovani corrono uno dietro l'altro in circolo si sforzano di evitare, con varie ed opportune mosse, i colpi che un compagno procura invece di dar loro con un pesante bastone. Anche nella riproduzione dei giuochi infantili come nella «mosca cieca» o nel giuoco «del topo e del gatto» e della «cavallina» essi tentano di colpirsi gravemente, di farsi veramente del male, anche con penitenze dolorose. In una parodia di giudizio a cui sottopongono i nuovi entrati la sentenza di condanna consiste nello strappare con violenza un tappeto su cui sta ritto il giudicabile in modo da farlo cadere sconciamente in terra.

Tutti questi ed altri molti giuochi dimostrano anzitutto l'analgesia dei criminali per cui praticano a scopo di divertimento atti che ai normali riuscirebbero dolorosissimi: come l'ubriacone per impressionare il proprio gusto indurito dall'alcool ha bisogno di uno stimolo sempre più forte.

Di più, come i selvaggi e gli animali ripetono nei giuochi le pratiche bellicose e caratteristiche della loro vita, così i criminali scelgono per trarne piacere queste forme crudeli e feroci le quali rispondono alle loro speciali tendenze.

II. Club di delinquenti.

Ve ne erano a Chicago ed a Cincinnati[431], di fanciulli, di adulti e di vecchi, i quali vi passavano il tempo fumando, leggendo e narrando storie, ma più che tutto organizzando le loro imprese criminali, battendosi tra club rivali ed esercitandosi a queste lotte, a una certa strategia, ecc. Anche le donne vi pigliavano parte, trattate bene ed occupate nell'adornare le caverne che servivano di sede al club.