In questa maniera aveva ucciso più di 13 persone distruggendone o facendone poi sparire i cadaveri: confessò più tardi questi reati, anzi ne esagerava il numero a 27 per farsi passare per pazzo morale. Egli però mentre presentava scarsi caratteri degenerativi: platicefalia, esagerata dolicocefalia, pelo bruno, sopraciglia marcate (caratteri non del tipo anglo-sassone, ma piuttosto di tipi meridionali e semiti), voce sottile, colorito pallido, labbra sottili, aveva caratteri inversi a quelli del criminale nato come ricchezza di barba, buona conformazione di denti, scarse rughe ecc.

Egli ne presentava invece i caratteri psicologici come la mancanza di rimorso, la insensibilità, il cinismo, la lascivia esagerata e infine l'esagerazione delle creazioni e delle combinazioni criminali: come la costruzione di un castello appositamente pei suoi delitti, simulazione d'esplosione ecc. Questa mancanza di corrispondenza tra il tipo fisico e lo psichico dipende anzitutto dal fatto che egli è un criminale veramente di genio e come tale non presenta il tipo: poi dalla natura stessa del reato, che fu commesso non con diretta e brutale violenza ma con truffa, falso e veleno e non essendo quindi propriamente atavico non s'associa con caratteri fisici atavici. Egli rappresenta invece la modernità nella criminalità come Desrues, Luciani, Deeming che anch'essi non avevano il tipo.

2.—Ablay Maria Teresa, maritata Joniaux[434], autrice di tre omicidi commessi ad Anversa negli anni 1892-93-94, per mezzo del veleno, su di una sua sorella, un suo zio e un suo fratello, per esigere i premi d'assicurazione sulla vita che s'era fatto prima destinare in suo favore dalle vittime, che a tal fine ella attirava a vivere con lei: ella stessa ne pagava il tasso annuo.

La Joniaux ha fisionomia virile, seni frontali assai sviluppati, leggero grado di prognatismo, mandibola grande, quadrata, labbra sottili, occhi grigi-acciaio, il colorito pallido. Bugiarda, senza senso morale, ella dormì nel letto ove era morto, un giorno prima, lo zio, da lei avvelenato: manifestò molta presenza di spirito nell'interrogatorio.

3. Francesco Schneider, assassino di ragazze. Lo Schneider[435] di 40 anni, figlio di ladri e ladro egli stesso, incominciò a 25 anni ad uccidere una serva dopo averla violata e derubata: e ripetè su quattro o cinque vittime, per quanto se ne seppe, lo stesso misfatto, aiutato dalla moglie. Fu condannato a morte. Egli è il vero tipo del criminale nato, colla fisonomia assai pronunciata e rozza, pieno di vanità fino a parlar di se stesso in terza persona, chiamandosi «lo Schneider», ozioso sin dalla giovinezza, così vile da esser disposto a vendere la moglie, senza pietà, menzognero; illetterato probabilmente per pigrizia, non era però privo d'intelligenza.

Egli fu spinto allo stupro ed all'uccisione delle donne da ciò che il Benedikt chiamò atletismo sessuale.

La moglie pare che fosse corrotta da lui: infatti in principio si rifiutò di dirgli il nome del suo amante per evitare ricatti e d'indicargli il luogo ove si trovava la cassa forte nella casa ove serviva e tentò, dopo scoperta, di suicidarsi.

All'autopsia Hoffmann trovò nella pia meninge alla regione parietale, piccole chiazze lenticolari, leggermente opache. Peso del cervello totale gr. 1,390, dei 2 soli emisferi gr. 1230 (615—615). Le 2 vertebrali e le carotidi erano meno sviluppate che l'art. basilare e le 2 silviane: invece le due comunicanti erano più grandi dell'ordinario.

Nel cervello, v'era di notevole che nell'emisfero sinistro la scissura interparietale comunicava colla scissura postrolandica e confluiva quasi colla scissura centrale. Così la scissura di Leuret si presentava qui in un modo come non è mai stata osservata in nessun altro cervello umano.

Il cranio aveva una capacità di 1600 c. c.: le suture erano saldate, con un gran wormiano nella sutura lambdoidea: il cranio è asimmetrico con maggior sviluppo della fossa occipitale a sinistro, e del resto del cranio a destra—inversamente al normale.