[165]. Ueber individuelle Faktoren des Verbrechens, in Zeitschrift für die gesammte Straßwissenschaft, 1891, Erstes Heft.

[166]. Nineteenth Year Book, New-York State Riformatory at Elmira, 1894, pag. 34.

[167]. Id. id., pag. 15.

[168]. Vedi Mordini, Relazione al R. Ministero, Roma, 1874.—Monnier, Sulla Camorra, 1861.

[169]. B. Scalia, Storia della riforma delle carceri in Italia, 1868, pag. 288.

[170]. Vedi Du Boys, Histoire du Droit criminel, 1860.

[171]. P. Molmenti, I banditi della repubblica di Venezia. Firenze, R. Bemporad e figlio, 1896.

[172]. Op. cit.

[173]. «Secondo me, scrivemi Vincenzo Maggiorani, la mafia rappresenta lo stato acuto di una malattia, che più o meno invade tutti i popoli che vivono più vi cino all'Oriente o ne derivano; p. es., nella mia mente i fatti che accadono periodicamente nella Spagna non sono che una forma diversa dello stesso male. Niente di simile troverai nell'Europa Nordica; una linea isotermica segna le linee di questo temperamento», ecc.

[174]. Questo fa riconosciuto dalla diligentissima Relaz. della Commissione d'Inchiesta; op. c.