«La parola malandrino perdè in Sicilia perfino il suo significato, ed invece di un appellativo d'infamia, divenne pel popolo uno di lode, del quale molti onesti popolani menano vanto. Io sono malandrino significa in fatti, per loro, essere un uomo che non ha paura di nulla, e specialmente della giustizia, la quale nella loro mente si confonde col governo, o meglio colla polizia» (Tommasi-Crudeli).

Mancando il concetto vero della morale, ed essendo scemata e quasi tolta la distanza fra lo strato equivoco e lo strato onesto, è cosa naturale che il malandrino trovi un complice nel colono ed anche nei proprietari in mezzo a cui vive, e che riguardano il delitto come una nuova specie di speculazione. E questo, secondo la relazione dei Prefetti, è il guaio massimo della Sicilia, dove i veri briganti che battono la campagna sono pochi, ma si centuplicano, in date circostanze, coi colleghi avventizii, dove perfino i grossi proprietari si vedono usufruire dei briganti per imporre ricatti, far cassare testamenti, acquistare predominio sui loro concittadini.

Da ciò viene anche la mancata denuncia, parendo questa più immorale che non l'omicidio; sicché si sono veduti moribondi dissimulare, fino all'ultimo momento, il nome del feritore. Non è l'omicidio, che desta ribrezzo, bensì la giustizia. Onde è che anche quando il delitto, per raro caso, è denunciato, non è punito; così su 150 briganti del Napolitano, presi coll'armi indosso, 107 furono prosciolti dal giurì e 7 soli condannati (S. Jorioz).

Altrettanto ci mostra per le Romagne, Alfredo Comandini (Le Romagne, Verona, 1881) e Bourde e Bournet per la Corsica.

«Le cause di ogni guaio sonvi (scrive egli delle Romagne) l'abuso del vino, l'uso estesissimo di portar armi, e le associazioni politiche che là restarono per tradizione dei tempi despotici; tutte le classi vi prendevano parte, anche a rischio del capo. Esse nutrivano aspirazioni oneste; ma molte volte favorivano la fuga o l'impunità di un malfattore, perchè arrestato avrebbe potuto tradirli. Ora, queste associazioni non hanno più uno scopo politico vero od educativo, anzi, nemmeno di mutuo soccorso; le più sono occasioni per bere uu bicchiere insieme, quasi sempre pagato dal più ricco, e che dando alla testa spesso di qualche membro, facilmente promuove o coltellate, o risse ed ingiurie, che sono seguite da reazioni non individuali solo, ma spesso di interi gruppi, pel dovere tradizionale che vi è là di prender parte, di darsi reciproco appoggio.

«Queste associazioni, anche in città piccolissime, sono più di una, fin cinque, dieci, e tutte di un partito, è vero, ma divise secondo i rioni ed i sobborghi; se il socio di una di queste ha una questione col socio di un'altra, per donna, denari, la questione si estende a tutto il gruppo; il reciproco appoggio conduce a considerare come socio chi, avendo ferito od ucciso per vendicare un punto d'onore, stia per cadere nelle mani della giustizia.

«Oppure, non avendo fiducia nell'autorità del Governo, le questioni si risolvono innanzi ai buoni fratelli, ai capi del gruppo, che accomodano la partita come Dio vuole: il più malvagio viene espulso dalla società, e tutto finisce lì. Le paci si ottengono col bere insieme, ma le bevute a loro volta dànno luogo a nuovi conflitti».

Ma meglio ancora della Romagna, la Corsica ci porge un esempio di una criminalità inconscia, che vien dalla condizione sociale, storica, oltrechè dell'influenza storica di cui toccammo.

«La frequenza degli assassinii per vendetta, scrive Bournet[29], è nota dappertutto, ma pochi sanno quanto ne sieno meschine le cause: un cane ucciso da un Rocchini a un Tafani, fa undici vittime nelle due famiglie. Nel 1886 ci furono 135 attentati contro le persone, cioè 1 per 200 abitanti: quattro volte più del dipartimento della Senna. Dei 135 attentati, 52 furono commessi spontaneamente in seguito a discussioni o a risse. Impossibile far parlare un testimonio; a Palneca 60 persone avevano assistito ad un misfatto, tutte giurarono di non aver visto nulla».

Bourde, secondo i rapporti della gendarmeria, valuta il numero dei banditi da 5 a 600.