Ma sarebbe una grande illusione il credere che queste spiegazioni bastassero. Vi deve essere una causa ancora più grave. Infatti se noi confrontiamo paesi nostri che hanno molta analogia di razza e di clima colla Francia come Piemonte e Lombardia, troviamo in condizioni molto più identiche perdurare il fenomeno opposto: ivi pure il risparmio maggiore coincide col minor delitto, mentre in Francia si ha il contrario: qui la ragione è data da tre altri fattori: la ricchezza enormemente maggiore, per lo meno quadrupla, secondo i calcoli di Bodio (op. c.), della Francia in confronto all'Italia, fatto questo che si aggrava dall'essere in molti siti quella una ricchezza subitanea che spinge alle massime orgie (sicchè débaucher vi è sinonimo di divertimento), a ciò s'aggiunga la maggior miseria d'Italia. È in Italia che, secondo l'inchiesta fatta nel 1885[109], si contavano 999 comuni con acqua cattiva e scarsa; 6804 che non hanno fogne, e 24.158 abitazioni sotterranee con 37.203 stanze e con 100 mila e più abitanti; 1178 comuni dove di rado si mangia pane di frumento, se non per malattia o nei giorni festivi prevalendo l'uso del granturco e delle castagne; 4974 che fanno raramente uso della carne; 2037 che mantengono l'abusivo esercizio dell'arte salutare o non hanno medico residente per i poveri e 421 non provvedono affatto al servizio sanitario; 274 che mancano di cimiteri, seppellendo nelle chiese; 194 circondari che sono infestati dalla malaria, la quale si estende a 90 mila chilometri quadrati, popolati da 6 milioni di abitanti; e lì si contano infine annualmente 100 mila pellagrosi, che si nutrirono di mais guasto.

Una riprova diretta troviamo nel fatto che da noi la ricchezza media e la massima si confondono negli effetti, appunto perchè sono quasi analoghe e tra loro assai vicine (vedi pag. 158, 159); mentre il contrario ha luogo per la Francia dove la ricchezza massima dista assai più dalla media, e dà risultati suoi proprii (pag. 161).

Dove in Italia abbonda il risparmio non si nota dunque tanto una vera ricchezza quanto economia e inibizione, mentre in Francia, in molte almeno delle regioni industriali, specialmente Hérault, Bouches de Rhone, esso è un indice di ricchezza così rigogliosa che deborda, e che fra i modi di sfogo ha anche il risparmio, ma che sopratutto si getta nella rapida speculazione. Per cui per uno stesso indice in un luogo abbiamo i vantaggi e nell'altro il danno della ricchezza. La piccola ricchezza lentamente accumulata frena il delitto: la rigogliosa e debordante, non è più un freno, ma anzi uno stimolo, un incitatore del crimine.

Regioni agricole, industriali.—Infatti, dove l'attività industriale rapidamente si mescola, peggio se succedendo all'agricola, essa richiama un agglomero maggiore di immigranti e operai e insieme a loro l'abuso dell'alcool; ed ivi subito s'innalza la cifra di delitti.

Ed invero, dividendo la Francia come dallo studio sulla sua Criminalità per 50 anni (o. c.), in regioni Agricole—Agricole industriali—Industriali, vediamo che il delitto cresce quasi sempre, dalle prime venendo alle ultime: come si vede da questo diagramma, che ci mostra come su 42 dipartimenti agricoli solo 11, il 26%, superano la media degli assassini in Francia, mentre la superano 10 su 26, il 38%, nei dipartimenti Agricolo-Industriali e 7 su 17, il 41%, negli Industriali. Quanto agli stupri su adulti e nei delitti contro le persone vediamo quella media:

Stupri R. contro
le persone
nei 42 dipartimenti agricoli superata nel33%e48%
nei 20 dipartimenti agric.-industr. superata nel39%e39%
nei 17 dipartimenti industriali superata nel52%e59%

certo per l'agglomero maggiore e per l'aumentata immigrazione.

Ed anche nei paesi agricoli quando cause speciali portino una troppo rapida ricchezza abbiamo dei delitti dipendenti direttamente da questa.