N. 4.

Autografi di Colombo. (Raccolta Colombiana, Parte 4.)

MANZONI[11]

(Con 3 tavole)

L'UOMO

Capitolo I. Esame somatico e biologico.

Alessandro Manzoni era di alta statura, m. 1. 67, con apertura delle braccia (carattere questo degenerativo) molto maggiore della statura 1.75; circonferenza del capo molto vasta — 580mm.; — fronte larga alla base 110, ma sfuggente. Ebbe acutezza visiva grande fino a tarda età, che contrastava coll'ottusità notevole del gusto e dell'odorato, che non lo lasciava accorgere dei cibi che sapessero di fumo; la poca sensibilità musicale contrastava ad una strana iperacusia, specie, notturna. — Moderato nel cibo, salvo quando avesse dei grandi dispiaceri; occasioni queste, in cui, all'inverso dei più, mangiava assai. Come i nevropatici aveva grande sensibilità meteorica. "È tranquillo, è buono, salvo quando vuol mutare il tempo e quando non ha emozioni", scriveva di lui, giovane, la madre Giulia a Fauriel, (Cantù, o. c., II, 160).

Soffriva di balbuzie iniziale specialmente davanti agli estranei ed in alcuni giorni più che in altri; fu in preda a continui disturbi nervosi, — mali di stomaco, lombaggini, mali di denti, di testa, un'impossibilità di lavorare più di 5 giorni in un mese, inquietudini, angosce, — che provocavano in lui strani scoraggiamenti.

Era insieme claustrofobo ed agorafobo, sicchè una strada grande gli dava una sensazione penosa, e doveva camminarvi sempre rasente il muro, appoggiandosi dall'altra parte ad un amico; e mentre gli era fisicamente e moralmente impossibile di rimanere da solo in una camera chiusa a chiave e di rimanere nella folla, dichiarava star bene solo camminando; e camminava così rapido, che meglio poteva dirsi corresse. "Ieri mattina, — scriveva egli, per es., a Fauriel, — sentendomi bene, andai a piedi a Brusuglio, e dopo avere corso nelle vie e nel giardino quasi quattro ore, ne sono rivenuto a piedi". Però era incapace di fare un solo passo fuori di casa da solo; per cui, pochi potendolo seguire nel suo passo stranamente affrettato, dovette anche da giovinetto, come ne informa sua madre, passare molti giorni in angoscia, per non poter uscire.