[24]. Archivio di psichiatria, vol. XX, 1900.
[25]. Seinur, Obsessions sexuelles (Archive d'anthropologie criminelle, 15 novembre 1900).
[26]. Per chi volesse una prova quasi sperimentale della precocità del genio, gioverà l'osservazione recente di Richet su Pepito Rodriguez Ariola, di 3 anni, 7 mesi e 7 giorni, nato a Ferrol (Spagna), con la madre buona suonatrice di piano a 8 anni e la nonna materna suonatrice di chitarra a 11 anni; a due anni e mezzo egli suonava a perfezione sul piano un'aria nuova che sua madre aveva suonato pochi giorni prima. Dopo d'allora, anche senza che la madre gli desse lezione, suonava o arie che la madre eseguiva davanti a lui, o altre che inventava. Ne suonò di bellissime, a 3 anni meno qualche giorno, di sua invenzione. L'esecuzione è ingegnosa e si vede che inventa da sè il maneggio delle dita; abile per quanto lo permette la piccola mano, non giunge a fare un'ottava, ma che la rimpiazza con arpeggi tranquillamente eseguiti. Alle volte alza la mano in alto con la più gran serietà, per farla cadere sulla nota giusta. Egli è incerto per mezzo minuto, poi tutto a un tratto, come ispirato, si mette a suonare con agilità e precisione anche pezzi difficilissimi, ma non può suonare che sul suo piano che è primitivo, e non si capisce il perchè.
Più che l'esecuzione, l'armonia è in lui straordinaria e sopratutto mirabile è l'espressione. Qualche volta pare non possa sfogare tutte le idee musicali che fremono in lui. Grande ne è la memoria: ha 20 pezzi a mente, che ha appresi a orecchio. Del resto è ribelle alle lezioni ed anche alle correzioni. Basta, ad insegnargli un'aria, suonarla al piano due o tre volte od anche cantarla, ed egli ricostruisce gli accordi dell'accompagnamento e l'armonia come potrebbe fare un musico di valore.
Nelle arie inventate vi ha un'introduzione, un corpo ed un finale e una varietà e ricchezza di sonorità straordinarie. Non sono esse veramente superiori, ma in mezzo a imperfezioni e fanciullaggini si notano idee, combinazioni di ritmo, passaggi da un ritmo all'altro, cambiamenti di tono, perfino lieti motivi, come dettasse un musico. Anche supponendo che 1000 giovani diciottenni ignari di musica passino sei mesi a non fare altra cosa che studiare il piano, non riescirebbero, nell'esecuzione e nell'invenzione, all'altezza di Pepito (C. Richet, Un caso notevole di precocità. Revue scientifique, 6 octobre 1900.).
Egli ha statura e peso della sua età, è bello, ha occhi neri e vivi, l'intelligenza non è superiore a quella dei coetanei, ha i gusti, i giuochi, il parlare dei bimbi di 3 anni e mezzo, docile, con memoria eccellente, ma non al disopra della media; non sa leggere, non ha talento pel disegno, ma si compiace — egli dice — a scrivere arie musicali. La scrittura non ha alcun senso; tuttavia egli finge di leggere e suona davvero.
[27]. D. E. Duché, Precocité intellectuelle. Étude sur le génie. Paris, Jouve, 1890.
[28]. Lombroso e Ferrero, La donna delinquente. Torino, 1898.
[29]. Victor Hugo, Vie par Mabillaud, 1892.
[30]. Renda, L'ideazione geniale. Torino, Bocca, 1899.