"La larga zona occipito-parietale in cui si troverebbe, secondo Flechsig, l'area associativa posteriore, è quasi tutta di pertinenza della funzione visiva; su parecchi punti di essa l'eccitazione elettrica provoca movimenti oculari, la distinzione di essa, o di parte di essa, se è solo corticale, produce fugaci disturbi visivi; se è profonda, produce l'emiopìa permanente; se è bilaterale, la cecità psichica; nel quale ultimo caso gli oggetti visti non sono più riconosciuti.
"Anche l'estremità anteriore terminale di detta area è nell'uomo esclusivamente visiva, destinata, cioè, alla lettura; e nulla autorizza a considerare questa zona come destinata ai più alti processi intellettivi, consistente nell'associazione d'immagini fornite dalle diverse aree percettive o sensoriali. Se le lesioni bilaterali di detta zona, oltre la cecità psichica per gli oggetti, inducono uno stato demenziale più o meno grave, è lecito supporre che la demenza in tali casi sia l'espressione della perdita di una gran parte del patrimonio intellettivo dell'uomo, dipendente dalla distinzione dei registri delle immagini visive dal mondo esterno, le quali costituiscono gran parte di tutta la somma dei componenti psichici sensoriali dell'umana intelligenza. L'affermazione, poi, che l'eccitazione della zona sensoriale dia per risultato l'allucinazione, e quella della zona associativa induca la confusione mentale, è affatto arbitraria. Basta infatti rammentare i casi in cui una sola allucinazione visiva o uditiva turba profondamente la personalità psichica, fino a produrre intensa confusione mentale.
"Nessun sussidio alla dottrina delle aree associative, intese nel senso di Flechsig, apporta l'analisi istologica, la quale se dimostra — come appare dai recenti lavori di R. y Cajal, che ha riconosciuto nove strati nella zona visiva, in confronto dei sette già riconosciutivi dal Meynert e dei cinque attribuiti alla zona motrice, e dalle recenti ricerche dello stesso Cajal, dell'Hammarberg, dello Schlopp — una struttura sempre più differente nelle varie zone corticali, non dimostra però affatto, come fatto costante, una maggiore semplicità di struttura nell'area percettiva rispetto alle aree associative, nel senso del Flechsig.
"II fatto della frequente demenza che riscontrasi negli individui colti da sordità verbale per focolaio distruttivo della prima circonvoluzione temporale, e considerazioni di fatto tendenti a dimostrare che la funzione dell'udito generico e quella dell'audizione verbale si sovrappongono nella medesima area con grande prevalenza, a sinistra, della funzione specifica del linguaggio, rispetto alla funzione generale dell'udito, dimostrano che questa regione ha una funzione specifica di alto valore intellettivo e associativo; invece, dal Flechsig, sarebbe una zona primordiale e intermedia.
"Così alla zona motrice, somestetica di Flechsig, concorrono necessariamente tutti i prodotti che si formano nelle singole zone della corteccia cerebrale. Onde centripete, nel cervello, come nel midollo spinale, si risolvono attraverso i centri motori sugli apparati muscolari. E perciò la zona così detta motrice è una zona associativa anche a maggior titolo della grossa zona associativa postero-inferiore di Flechsig, perchè utilizza il prodotto di tutte le zone sensoriali poste all'indietro e inferiormente.
"Lo stesso avviene per la zona che si estende sui piedi delle circonvoluzioni frontali e che pure, essendo essenzialmente motrice, è effettivamente la più genuina espressione della spiritualità, essendo deputato alla funzione della scrittura e della parola parlata. Queste aree debbono essere di necessità associative del più alto valore, per le numerose relazioni con altre parti del cervello, pure essendo comprese dalla maggior parte degli autori nella zona motrice o di proiezione. Inoltre il rapporto tra la mielinizzazione e la funzione non è confermato — come già osservava il Grandis ed ora ripete il Bianchi — dalla fisiologia. I movimenti volitivi del bambino per il cammino si compiono per la zona nº 1, che è la prima a svilupparsi, mentre il cammino ed anche i movimenti volitivi più semplici sono molto più tardivi dell'audizione della parola che si compie dalle aree 7 e 23.
"E i lobi frontali non sono certamente centri di moto, nè di senso; ma neppure si possono considerare come semplici aree associative, inquantochè non servono solo alla fusione fisiologica dei percepiti per la formazione dei concetti, ma sono anche l'organo della fusione fisiologica dei sentimenti elementari dei singoli individui, da cui nascono i più alti sentimenti umani che caratterizzano l'uomo moderno civile. In ultima analisi, sono gli organi della direttiva dell'individuo nell'ambiente sociale e cosmico".
"Cosa rimarrà — finisce Bianchi — della fantastica geografia psico-anatomica del mantello cerebrale, di cui il Flechsig da parecchi anni, in varie edizioni rivedute e mutate, ha arricchita la nostra letteratura?".
Più di recente la C. Vogt, completando le ricerche anteriori del marito O. Vogt, abbatte la teoria di Flechsig con nuovi documenti esperimentali.
Il Flechsig vuole che il processo di mielinizzazione sia diverso negli animali e nell'uomo. Ora la Vogt, dalle sezioni in serie dei cervelli di più di 30 giovani gatti, di più di 20 giovani cani, di 12 conigli e di 6 bambini, trovò che vi ha identità completa nel processo della mielinizzazione negli animali e nell'uomo.