S'aggiunga che i casi di genî con straordinaria sviluppo dei centri di associazione non sono che due o tre al più, mentre, come notava Hansemann a proposito di Helmoltz, si riscontra questo sviluppo eccessivo in numerosissimi casi di uomini volgarissimi, per cui da ogni parte la teoria di Flechsig e le sue applicazioni sul genio cadono nel nulla.
E quelli che continuamente ce la rinfacciano, dimostrano con quanto poco criterio e calore seguano il movimento scientifico moderno.
II. — Anomalìe in crani e cervelli di genî.
Veniamo alle ultime scoperte fatte sui crani e cervelli di genî dopo il mio Uomo di genio (volume I, cap. II).
Emilio Demi. — Nel cranio del geniale scultore livornese Emilio Demi, morto a 65 anni, dopo però una vita dissipata di alcoolista e vagabondo, l'egregio dott. A. Mochi[72] trovò seni e arcate sopraciliari sporgenti, suture coronaria e sagitale ancora aperte a 65 anni. Enorme sporgenza degli zigomi, mandibola voluminosissima, sutura medio-frontale, prognatismo alveolare, cortezza della faccia.
Nel Museo di anatomia di Padova sono conservati crani rarissimi di alcuni grandi ingegni medici. Col mezzo del dott. Favaro ottenni su questi le informazioni che qui riassumo[73]:
Santorio de' Santorii, di Capo d'Istria (1561), d'anni 75: indice cefalico 83,78; circonferenza massima 513. Peso del cranio (esclusa la mandibola) gr. 757.
Sinostosi completa della sutura interparietale, parziale della lambdoidea, nella cui metà sinistra notasi un osso wormiano. Rilevate le linee temporali. Esostosi del volume di mezza avellana nella squamma del temporale sinistro.