In conclusione, i due cervelli hanno la stessa fisionomia ed hanno, nella irregolarità loro, una certa regolarità, tendendo ambidue a deviare dalla regola, ma nello stesso modo, per cui resta evidente in essi una trasmissione ereditaria, in parte diretta ed in parte incrociata, trovandosi nel figlio molte particolarità paterne dell'emicerebro opposto, quasi che certe parti del cervello del figlio fossero l'immagine specolare delle omologhe parti del cervello del padre. Questa ereditarietà è poi notevolissima, per il fatto dell'essersi trovati due cervelli tanto simili, perchè parenti, mentre è straordinariamente difficile trovarne due che si rassomiglino soltanto un poco. L'asimmetria dei cervelli a sviluppo superiore dovrà certo, d'ora innanzi, formare la base dimostrativa della trasmissione ereditaria.
Ma quello che più importa qui è sopratutto la ipertrofia e la scopertura dell'insula, che venne trovata in due grandi ingegni di Freiburg da Waldschmidt, nel filosofo Chaunchey Wright da Wilder, e che, malgrado quanto sostiene lo stesso Spitzka, è atavica, perchè, come notano Mickle e T. G. Clark[87] e venne osservata da Rolleston in un Australiano, è frequente nei microcefali e, secondo Tenebri e Leggiadri-Laura, nei criminali, e costante nel porco-marino, nel quale è più complessa e più sviluppata che nell'uomo.
La Kowalewski[88] presenta larghe circonvoluzioni poco complicate con non molte circonvoluzioni secondarie e terziarie. Presenta d'anomalo l'accorciamento della scissura di Silvio all'indietro, perchè la parte posteriore del gyrus supra-marginalis è più ampia della normale e si spinge a mo' di operculo nella scissura. Analoga disposizione fu trovata nel cervello dell'astronomo Gilden.
Helmoltz apparve certo a tutti i contemporanei l'uomo più equilibrato e più geniale della moderna Germania, come quello che creò una nuova teoria ottica, una nuova scienza acustica. Ebbene, recentemente moriva, e David Hansemann, dandocene l'autopsia, rivelava che egli, morto a 73 anni per apoplessia, presentava, oltre a traccie di antica idrocefalìa che spiegano l'enorme[89] capacità (circonferenza 590 mm.), uno dei fenomeni atavici più sicuri che si conoscano, la politelìa, cioè i capezzoli sopranumerari che stavano a 7 cm. al di sotto del capezzolo normale, come nei mammiferi inferiori. Esisteva nel cranio pure atrofia senile, atrofia delle lamine ossee, scomparsa delle suture, aderenze della dura madre alla vôlta; ma nessun segno di senilità presentava il cervello, il quale pesava 1700 grammi per enorme quantità di siero sanguigno e coaguli, che, esportati, ne riducono il peso a 1440. Si notava sclerosi alla base ed ai lati, dilatazione del ventricolo destro con una cisti del plesso coroideo, grande come una nocciola; maggiore ancora era la dilatazione del ventricolo sinistro, specie del corno posteriore; il plesso aderente all'ependima.
Insolitamente sviluppata era la porzione posteriore della circonvoluzione temporale, quella considerata come centro dell'udito, ed in modo speciale la parte compresa fra il giro sopramarginale e la 3ª circonvoluzione occipitale; risaltava sopratutto il giro angolare con rara evidenza e si continuava con un piede con la 1ª, con un secondo con la 2ª circonvoluzione temporale, così che fra il giro subangolare e la 1ª circonvoluzione temporale stanno nettamente due giri, come nei casi che Flechsig classifica prevalenti nei centri e nelle sfere associative: si notava pure una ricca suddivisione dei lobi frontali, della circonvoluzione occipitale e un giro nella parte centrale; la larghezza e la suddivisione del precuneo s'imponeva, sopratutto, in modo speciale.
Però tutte queste ed altre singolarità che accennano ad uno sviluppo maggiore dei centri associativi, così detti dal Flechsig, vennero trovate anche in persone volgari, per cui l'anomalìa principale resta ancora l'idrocefalìa, di cui presenta segni nella prima giovinezza con l'enorme capacità e con accessi di epilessia; Hansemann[90] perciò trova nell'idrocefalo la ragione del suo genio, giacchè non basta, egli dice, che perciò siano sviluppate le sfere d'associazione; bisogna, perchè ci sia un genio, che una qualche eccitazione speciale le spinga continuamente all'azione. Vi sono genî, in cui agì uno stimolo chimico, il vino, per esempio, o l'etere, come in Poë e in Hoffmann; in altri, lo stimolo è patologico, come ci provano la platicefalìa di Paracelso, di Meckel, di Humboldt, le precoci saldature di Dante, l'asimmetria craniana di Schiller e Kant. In Helmoltz lo stimolo era dato nell'idrocefalo, che esercitava una certa pressione sul cervello, fino a provocare accessi epilettoidi, non essendovi dubbio una pressione cerebrale aumentata poter provocare irritazioni nel cervello.
C. Giacomini[91]. — Ma noi ne abbiamo a questo proposito un'altra prova recente nell'anomalìe craniche e cerebrali di C. Giacomini, uno degli anatomici più attivi dei nostri tempi, a cui si devono appunto gli studi più recenti sulle circonvoluzioni cerebrali, sulle anomalìe dei negri, sul cervello dei microcefali, ecc., e che, fino all'ultimo momento della vita, si consacrò alle indagini scientifiche, sicchè si può dire di lui essere morto lavorando e scoprendo: orbene, egli presentava molte di quelle anomalìe craniane ora classificate fra le degenerative, come: spiccata stenocrotafia, sviluppo grande della mandibola ed appendice lemuriana; e nel cervello, di poderoso volume, ma colpito da precoce apoplessia — come quello di Helmoltz —, notava Sperino (o.c.), oltre un notevole rigoglio delle circonvoluzioni frontali, suddivise da solchi secondari e terziari più o meno profondi, un particolare sviluppo nella regione del gyrus sopramarginalis, specialmente a sinistra, ed a destra in quella del gyrus angularis regioni attigue al grande centro d'associazione parietale di Flechsig. Ma contemporaneamente vi si notavano: la permanenza del sulcus intermedius, che solitamente scompare nell'adulto; e lo sdoppiamento in ambi gli emisferi della scissura di Rolando, che egli stesso credette non poter formarsi se non per pressione anormale del cranio embrionale, e che si riscontra in grandi proporzioni nei delinquenti e negli epilettici (Vedi Tavola II, figg. 1 e 2).