"Tu t'es dit: — Le pauvre homme à besoin de baiser! —
Et te voici m'offrant le lait de la tendresse.
Mais tes yeux ont mal lu dans l'oracle vermeil,
Ta pitié seule est là, les mains pleines de choses;
Marguerite, aux yeux d'or, passe et garde tes roses,
O belle au bois dormant, reprends ton bleu sommeil".
Se non che la malattia progrediva; fin le braccia stesse gli mancarono, e nemmeno le stampelle bastavano a sorreggerlo: doveva lasciarsi trascinare in vetturetta. Finalmente anche la parola gli venne meno. Lo si disse modesto, rassegnato al triste destino; invece egli in fondo era un orgoglioso, un ribelle, sconoscente alle simpatie che lo circondavano, fino a disgustarle. Ma quelle ribellioni stesse erano fonte d'ispirazione: egli avrebbe voluto conseguire i massimi trionfi con tanta maggior energia quanto più gli sfuggiva la potenza; sentiva una parte dell'anima armata per la vittoria, vi credeva con fierezza e fervore, e la mano invisibile del male lo inchiodava sul sito; egli aspirava alla gloria, all'amore, alla gioia, mentre la sua povera mano ricadeva sulle ginocchia paralizzata.
Chi l'ha seguito in questa lotta dolorosa attraverso ai suoi versi, comprende quanto fu grande la sua sventura e come essa contribuì alla sua opera poetica.
2. Caso di memoria straordinaria in deficiente. — Il dott. Giuffrida-Ruggeri mi comunica questo caso: