Per buona fortuna dei lettori la elegante damina ex-cuoca, avendo veduto dentro uno specchio la figura terribile di Bruto dare uno sguardo truce al francesino, non seguitò l'elenco lunghissimo dei signori che avevanla guidata al ballo, e lasciò di numerare le dame alle quali avrebbe potuto esso signor francese offrire il braccio per la danza, poichè altrimenti non basterebbe questo capitolo a numerarle; ed infatti quella scelta società di musica e ballo detta in termini di moda soirée dansante (che sarebbe ridicolezza se dovesse tradursi serata che balla) erano quasi tutte le famiglie forestiere ed indigene comprese quelle degli ex-salumai, ex-carbonai, ex-muratori, ex-sarti, ex-barcaiuoli, e direi quasi ex-ladri se taluno degli insignoriti avesse certamente cessato dall'aver le mani piuttosto lunghe.

Madama Concetta ed il signor francese si erano avviati verso la sala ove ballavasi la polka; e nel salotto che la precedeva beveva tranquillamente il thè il signor Bruto, cui facevano cerchio gli amatori delle novità di ogni genere, fra cui il signor Basilio, vecchio ganimede coi capelli neri e i baffi morati: ambedue parlavano di affari molto interessanti. Il signor Basilio affondava molto spesso il pollice e l'indice ora nella tabacchiera, dorata di Bruto, ora in quella del padre della padrona di casa ex-oste dei Tre Mori, che era tutta d'oro tempestata di brillanti e di perle, ed alcune volte nella propria, la quale era tutta di conchiglie, guarnita di oro e cesellata di squisito estranio lavoro. Presso Bruto mi scordava dirvi che stava sempre col suo solito sogghigno beffardo il suo compagno Catone.

—Caro Bruto, disse Basilio, le cose nostre vanno molto bene; ah! certamente la città nostra….

—Si danno casi…. certi casi in cui…. rispose colui.

—Che casi? che casi?… soggiunse Basilio, già voi mi foste sempre uno scettico indiavolato; non credete a niente.

—La storia degli uomini mi fa conoscere l'uomo.

—Affè ch'io perdo la pazienza, riprese Basilio; con quella freddezza che mostrate, avete un bel diritto alle comune ammirazione dei vostri concittadini! caro mio, le nazioni hanno fatto progressi da gigante; che giogo, che giogo? il giogo l'hanno a mettere ai bovi, e gli uomini, affè di Bacco! non son bovi. Ah! ah! il tempo è venuto; per me lo dico e lo sostengo: via via quelle brutte angherie dei tempi passati, viva il progresso, per Bacco!—

Catone pareva che prendesse tutta la sodisfazione a ghignare sotto i baffi con un pro' da far gola, pareva che non avesse mai riso a questo mondo e che si volesse sfogar tutto allora. Bruto aveva preso un'aria di noncuranza e di astrazione: per lo che il signor Basilio, che continuava a discorrere alto di faccende pubbliche, di speranze e di liberazioni, di franchigie, di popolo, ecc., fu costretto ad indirizzare il discorso al vecchio della barba bianca, il signor ex-oste dei Tre Mori, al quale a prima giunta disse:

—Eh! eh! quell'astro novello lassù….

Il vecchio si fece a guardare verso il cielo che scorgeva da una vicina finestra; e siccome il cielo era nubiloso ed oscuro, soggiunse: