—Il diavolo? rispose Marco; che viene a fare il diavolo nelle vicinanze della fortezza vecchia?
—Caro Marco, che cosa venga a fare il diavolo in questi luoghi non te lo so dire, perchè, come ben puoi credere, il diavolo non rende conto ad alcuno dei suoi passi e delle sue volontà; ma non importa, io suppongo che egli ci abbia degl'interessi: per esempio, al tempo dei Francesi, sulla piattaforma vennero fucilati dei disertori; e poi non siamo vicini alla Venezia nuova? Non sai che gentaccia vi sta? Gentaccia senz'anima, che bestemmia, giuoca, ruba e fa delle infamità di ogni genere: il diavolo ci fa bene i fatti suoi.
—Ma tu lo hai veduto mai questo caprone?
—Io no…., ma l'hanno veduto tanti che non si può mettere in dubbio.
—E non son morti quelli che l'hanno veduto?
—No…., ma allo spedale ci sono stati lungo tempo.
—Poveretti! aveva esclamato Marco. Io però non mi scordo del mio rosarino e mi propongo di consumare la mia ora di sentinella con dire tanti De profundis.
—Farai bene, rispose l'altro; questo è il miglior modo di liberarsi dall'orribile apparizione.—
Intanto venne per Marco l'ora di entrare in fazione; uscito dal guardiolo e preso il fucile e le cartucce, era salito (figuratevi con che cuore) sulla piattaforma.
Il soldato da cui fu preceduto nella guardia era quello stesso che aveva fatto il racconto a Marco: onde questi, nel ricevere la parola d'ordine, gli aveva susurrato all'orecchio:—