Il fumo delle schioppettate e dei mortaletti si dilegua e una donna, l'ultima delle zitelle, s'affaccia al parapetto del terrazzino, recita in fretta pochi versi di commiato e rientra subito nella chiesuola. Il prete chiude il libro e la segue. Allora alla rappresentazione sacra tien dietro un'altra profana; poichè tutta la gente volta immediatamente le spalle al santuario e si allontana con tanta rapidità che, in brevissimo tempo, i luoghi ove si accalcavano tante migliaia e migliaia di persone rimangono deserti: e tutto il dorso del monte si vede istantaneamente gremito da torme interminabili e variopinte di pellegrini, che simili a fiumane vorticose, invadendo i sentieri e le scorciatoie, scendono al piano cantando e portandosi via lunghi rami frondosi di faggio, ottimi per bacchiare le noci e le mandorle; orciuoli rilucenti pieni d'acqua benedetta, eccellente per estinguere la sete e le tentazioni del demonio; e fasci di erbe aromatiche verdi e fiorite, raccolte intorno alla casa addove abbita la Santissima Ternitane, e da servire all'occasione come rimedio infallibile contro le insidie di quei mali «che fan guerra al miser uom».
Finchè lo potei, io seguii con lo sguardo commosso le turbe che divenivano via via sempre più piccole e sempre più lontane; e quando le vidi sparire nell'ombra della valle pensai che come le nubi salgono sui monti per ivi disciogliersi in pioggia e ritornare al mare, così quei pellegrini dopo di esser saliti sulla montagna ora ricalcando la via per cui eran venuti se ne scendevano ai loro paesi per ritornare nel gran mare delle fatiche penose e delle tribolazioni infinite; nel gran mare del dolore, ove la più gran parte di loro non avrebbe mai e poi mai avuto la speranza di un porto!
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Prima che il santuario venisse chiuso vi rientrai; e mentre un chierico si affaccendava a riporre in un cassone alcuni arredi sacri, potei osservare con agio l'affresco sopra all'altare. Esso rappresenta la Trinità, e mi pare curiosissimo, perchè il mistero fondamentale e impenetrabile della nostra santa religione non è raffigurato come al solito da un vecchio, da un giovane e da una colomba; ma da tre persone, le quali, come dice benissimo la lauda che comperai dal vecchio aedo, sono:
Tutte e tre d'una statura,
Tutte e tre d'una figura,
Tutte e tre d'una beltà.
Cotesta immagine della Santissima Trinità non odora un po' d'eresia? Forse. Ma, ad ogni modo se la Chiesa la tollera, non veggo per qual ragione non dovrei tollerarla anch'io. Alcune pitture raffiguranti varii episodi della nostra Redenzione adornano le pareti del santuario, e secondo il parere di chi se ne intende o finge d'intendersene, dovrebbero risalire fino al settimo secolo, ma non glie la fanno, tanto son deturpate dai restauri; tuttavia fra quelle pochissime riuscite a salvarsi, non so come, dalla scopa del restauratore, potei osservare l'immagine di un fraticello pieno di grazia, di sentimento e di iscrizioni lasciategli addosso dai suoi ammiratori. Altre iscrizioni scarabocchiate col carbone o incise con una punta nell'intonaco vidi anche sparse qua e là sulle mura: talune in greco, molte in latino e la maggior parte in italiano, più o meno italiano. Mentre il chierico, fischiando, seguitava a riporre gli arredi sacri nel cassone, ne lessi parecchie e ne ricopiai queste tre:
Hic fuit Antono Batista de
Talacozzo 12 de Austo