«CAP. I. Nell'anno del Signore 1538, alcuni devoti Christiani vedendo che molti poveri, li quali o per la loro povertà overo per la lontananza del luogo, dove morivano, il più delle volte non erano sepolti in luogo sacro, overo restavano senza sepoltura, e forse cibi di animali, mossi da zelo di carità e pietà, instituirno in Roma una Compagnia sotto il titolo della Morte, la quale per particolare instituto facesse quest'opera di misericordia tanto pia, e tanto grata alla Divina Maestà di seppellire li poveri Morti».
«Statuti della Ven. Archiconfraternita della Morte et Oratione prima approvati, e confermati l'Anno 1590».
I.
C'erimo io, Peppetto de li Monti,
Checco Cacca, Gigetto Canipella...
Chi antro c'era?... L'oste a via Rasella,
Stefeno er tornitore a Tor de Conti,
E, me pare, er droghiere a li du' Ponti,
Cencio la Quaja, Zio de la Renella,
Er Teoligo, Peppe... e la barella.
All'uno e un quarto stamio tutti pronti.
Prima d'uscì', mannassimo Nunziata
A giocacce dar Sórdo un ambo sciorto;
Cinque mortorio e trenta la giornata.
Poi sentissimo bene da Gregorio,
Er mannataro, dove stava er morto,
E uscissimo a le due dall'Oratorio.