—Ora che ti ho riveduta, sono certo di esserlo, perchè tu sei sempre per me la più bella donna dell'universo.
Nanà vibrò al giovine uno di que' suoi sguardi ben intenzionati, che avrebbero avuto la potenza di far rizzare i capelli in capo a un morto.
Filippo spasimava.
—Nanà, sii buona—le disse egli; e prendendole le mani se la attirò sul petto, la recinse col braccio, le disse all'orecchio parecchie frasi insensate e senza sintassi, ma che volevano dir tutte chiaramente la stessa cosa.
Nanà lasciava fare e udiva con voluttà quel vaniloquio.
Ad un tratto sclamò:
—Mi hai detto che essa è innamorata di te?
—Molto.
—E soffrirebbe se tu la dovessi lasciare?
—Credo che ne soffrirebbe assai.