Filippo non se lo fece dire due volte. Discese, fe' mostra di rifar la strada verso quella bottega, poi, quando l'omnibus fu scomparso, svoltò di nuovo verso Porta Garibaldi.

Giunto a un centinaio di passi oltre il teatro Fossati, entrò in una bottega di parrucchiere—che oggi non c'è più—e ad un figuro di vecchietto che stava là seduto su uno sgabello col sedile a vite, ad aspettare forse qualche pratica, disse:

—Lei è il signor Giovannino, non è vero?

—Per servirla. Vuol fare la barba?

—No, per ora. La faremo dopo, in caso. Io sono venuto da lei per vedere se…. Si ricorda lei di avermi veduto, sarà un paio di mesi, col signor Silvestre Bonaventuri?

—Mi ricordo. Lei è il signor Filippo Marliani.

—Bravo! Allora ella disse al mio amico che non gli era ancora riuscito di trovare un giovine un po' educato e vestito bene, che volesse assumersi quell'incarico, ancorchè avesse offerto cinquecento franchi al mese…. Si ricorda?

—Altro che ricordarmi.

—Ebbene, l'ha trovato?—domandò il Marliani col cuore in sospeso; giacchè quella risposta poteva forse decidere della sua vita.

—No—rispose il signor Giovannino.—Tutti hanno paura di cader in trappola.