—Non ci pensate?
—No. Confido nella mia stella. Diventerò artista drammatica.
—Ma che idee avete?
—Idee!—sclamò Nanà ridendo.—Mi domanda che idee ho!—proseguì come parlando a sè stessa. Facciamo una cosa, Enrico, mettetevi ne' miei panni, nella mia posizione. Sareste capace di fare questa specie di astrazione?
—Altro che.
—Ditemi ora che idee avreste voi se foste me stessa? Sentiamo. Fatemi il vostro programma.
Enrico si trovò dinanzi a un problema, al quale aveva pensato qualche volta senza trovarci uno scioglimento onesto.
—M'avete detto che questo signor Marliani non potrebbe pensare a… ai casi vostri?—diss'egli schivando così di rispondere direttamente alle domande di Nanà.
—No. Egli è completamente rovinato. Ma vedete che non avete saputo farmi il programma!
—Quanto abbisogna a voi per vivere, come sarebbe il vostro desiderio?