—Non saprei!
—È Nanà.
—Nanà!—gridò il Sappia balzando a sedere sul letto.
—Se non trovo dieci mila franchi per questa sera mi faccio saltar le cervella.
—Quand'è così ascolta. Vedrò se mi è possibile di trovare ancora danaro e te lo presterò. Ma sulla mia sola firma ormai non ho più speranza di trovarne. A mio padre nè a mia madre già non posso più ricorrere. Li ho stancati troppo. Ti saprò dire qualche cosa stasera al club.
—Ma stasera è già troppo tardi. Se io mi presento a Nanà senza una risposta certa, prima di sera sono rovinato. Gliel'ho promesso.
—Che ti gira di promettere un prestito senza la certezza di poterlo fare?
—Speravo che tu ne avessi o me li potessi trovar subito.
* * * * *
Sappia si levò, fece attaccare e andarono in cerca di Bonaventuri, il quale, se il lettore si ricorda, aveva offerto i suoi servigi a Sappia fin da quella sera, che s'eran trovati in casa della Luisa, dove Enrico aveva fatto il primo passo al malcostume.