—Chi sono?

—Uno glielo posso dire: è il signor Bonaventuri, perchè lo conosco; gli altri due non so.

—Falli entrare.

Poi finse di essere tutto assorto nel far delle cifre.

La grossa Bibò sedette in disparte.

Bonaventuri entrò. Lo sguardo ch'egli diede al Marliani e alla signora
Bibiana, sarebbe stato invidiato da un antico aruspice di Delfo.

Il ladro uomo ricompose tosto il ghigno.

—Oh, caro Ferdinando—disse Marliani alzandosi da sedere.—E anche lei mi par di conoscerlo—disse Marliani—ma quello stupido di un facchino non è mai capace di dir un nome giusto, e a dir la verità…

Il marchese aveva stretta la mano a Marliani confidenzialmente.

—Io sono Silvestro Bonaventuri—rispose l'altro cavandosi i guanti, e questi sono il signor marchese Sappia che lei conosce, come vedo, e il signor conte O'Stiary. Ma dico, non disturbiamo forse?—soggiunse tosto volgendosi a Bibò, che stava là seduta in un canto.