—Non mi ricordo—rispose.
"Ahimè!"—sclamò in cuor suo l'ingenuo O'Stiary.
"Farà il prezioso"—pensò invece il Sappia che aveva maggior esperienza di mondo.
E si sbagliavano tutti e due.
—Non mi ricordo bene in quall'epoca io possa avergli detto questo al Carcanetti—ripigliò il Marliani con un fare naturalissimo—giacchè oggi non solo è cosa molto difficile il trovar danaro su cambiali ai prezzi commerciali, ma si può dire che è difficilissimo di trovarne anche volendo assoggettarsi a grossi premî ed usure. Dopo che si cominciò a parlare di quella benedetta proposta di legge per l'abolizione dell'arresto personale nessuno più si fida a prestar danaro se non sopra buona e solida ipoteca. Io stesso, che pur non faccio mai di questi affari, e che sono a capo di una ditta solidissima, pure avendo avuto bisogno, per un capriccio di levar una somma a prestito per tre giorni, ho dovuto pagare un interesse favoloso.
—Vale a dire?
—Per mille franchi mi hanno trattenuto, in tre giorni, cento franchi. È vero che in commercio tre giorni e un mese contano lo stesso. In ogni modo è sempre un interesse enorme. È il dieci per cento al mese.
—Qui si tratterebbe di un'operazione di tutta fiducia. Il mio amico è troppo onesto, troppo gentiluomo per cercare a chichessia un centesimo senza la sicurezza.
—Oh signore!…
—… morale e materiale….