Enrico, un po' per timidezza, un po' per innata ritrosia, ma sopratutto perchè non voleva far vedere d'essere corto a quattrini stava in disparte.

Sappia gli andò vicino:

—Non fai conto di giuocare tu?

—Ma… non ho voglia…. Non sapevo che si giuocasse…. È meglio che stia a vedere…

—Ti pare? Il più giovine della brigata, far la figura del più vecchio? Mi faresti sfigurare. Ricordati che questa sera comincia a formarsi la tua riputazione di gentiluomo e di uomo di mondo. Bisogna che tu provi un po' di tutto, in società, se vorrai starci bene, e se vorrai poter educare con cognizione di causa i figli che avrai dalla signorina Elisa.

Enrico si fece tutto rosso in viso.

—Che c'entra? Come sai? Chi t'ha detto?

—Noi sappiamo tutto—sclamò con aria di mistero il marchesino.

—Ma io ho ben poco danaro con me… non sapevo.

—Se non è che questo ti servo subito. Figurati! E schiuso il portamonete ne trasse un biglietto da cinquecento e lo diede a Enrico dicendo: