Leopoldina aveva allora 21 anni, tre o quattro più del giovanetto.

Pochi giorni dopo la signorina viennese e il figlio del rinnegato Italiano, s'abboccavano al passeggio e si giuravano anche a voce eterno amore.

—Mio padre non mi permetterebbe certamente di sposarti ora;—disse
Aldo—avrai tu pazienza di aspettare che io sia uscito di minor età?

—Oh te lo giuro, Aldo—rispondeva la bionda figlia del Danubio, alzando i suoi occhi grigi e innamorati in viso del bell'Italiano.—Io non sarò che tua o della morte!

* * * * *

Quando fu soddisfatto, Aldo trovò di non avere più voglia di sposare la Leopoldina.

Essa non gli era stata crudele; il matrimonio, ai desideri di Aldo, compariva superfluo.

Ma quando il padre di Leopoldina s'accorse dello scapuccio di sua figlia, manovrò come manovrano tutti i padri viennesi in tale circostanza.

Egli era un furbo matricolato. Capì che da quel giovinetto avrebbe potuto cavare, un giorno o l'altro, molto profitto e aveva lavorato a questo scopo.

Il Rubieri s'era lasciato andare a firmare un atto di donazione alla figlia Leopoldina, nel caso che avesse mancato alla promessa di sposarla. Una bagatella di venti mila fiorini in testa al nascituro.