L'ufficiale narrator di questa novella fu prigione de' due guerriglieri, e vide quella lor virile unione; e trattato umanissimamente, contro il consueto degli altri guerriglieri, ebbe da essi medesimi la narrazione. E domandando loro se mai più non avessero avuto notizia nè sospetto di Marichita, dissero: che al principio del 1810, quando superata da' Francesi la Sierra Morena, invasa Andalusia, presa Siviglia, e stretta Cadice, volò il duca d'Albuquerque a serrarsi in questa città, essi che erano dell'esercito di quel pro' giovanetto, non volendo, siccome guerriglieri, andarsi a racchiudere entro una piazza, lo lasciarono; e insieme poi se ne furono a guerreggiar alla spicciolata in Estremadura, anzi su' limiti di questa e di Portogallo. Dove, capitati una sera a una terra che non vollero dir quale, ma che non era quasi altro che un convento di donne e sue dipendenze, ed entrati in chiesa in sull'imbrunire, all'ora dell'ultimo ufficio, udirono nel salmeggiare dal coro una che risonò in cuore ad ambedue; e involontarii miser gli occhi in viso l'un all'altro; e sostati [pg!182] alquanto, finito l'ufficio uscirono insieme, e datisi le mani ed abbracciatisi, disse Perico: «Vogliam noi andare al nimico?» E Don Luis: «Camminando tutta la notte, potrebbesi sorprenderlo all'aggiornare.» «E così scostarlo» aggiunse Perico «da questo refugio di pace.» Abbracciaronsi i due fratelli di nuovo, e chiamato, il tamburo, fecero dare il segno della partenza.
[pg!183]
[NUOVE NOVELLE NARRATE DA UN MAESTRO DI SCUOLA.]
(INEDITE.)
[pg!184]
[pg!185]
PREFAZIONE ALLE NUOVE NOVELLE.
Post varios casus et tot discrimina rerum.
Uno scrittore a cui per la prima sua opera sia toccato in sorte tanto di favor pubblico da superare le proprie speranze, pare che dovrebbe aver poi tanta più fiducia quando ei si presenta per la seconda e terza volta al medesimo pubblico già provato così benevolo. Eppure non succede sempre così. Siamo come i capitani giovani e vecchi; che i giovani non avendo che la vita propria ed altrui da esporre, le espongono allegramente; dove i vecchi avendo una riputazione già fatta da perdere, la perdono sovente per troppo stare in pensiero di essa. Il fatto sta che le continuazioni, le appendici, le ultime sorelle delle opere favorite, hanno cattivo nome, e sovente lo meritano.
Io temo assai che tale sia il caso delle presenti Novelle. Quando feci senza pensarci le prime, ero più assai in disposizione di novellare, e tuttavia moralizzai, e forse troppo, quantunque sotto il nome del Maestro di scuola. Ora invecchiato meno dal numero che dalla qualità degli anni passati intanto, mi sono avveduto fin dalle prime pagine che il mio novellare si faceva un moralizzare perpetuo; che i fatti men numerosi e meno strani che mai nelle mie troppo semplici composizioni, non erano guari più se non come un quadro riempito poi di discorsi e pensieri serj, gravi e poco abituali [pg!186] alle persone le quali sogliono prendere in mano un libro di Novelle.