Quanto al capo X, sotto cui si registrano tutte le massime di gius pubblico degne di venir confessate dalla Confederazione italiana, noi volentieri abbiamo seguito pur qui la mente ordinatrice del proposto disegno, la quale non solamente stimò di fare rassegna delle massime pertinenti alle relazioni e corrispondenze fra Stato e Stato, ma di quelle eziandio che fondano da per tutto e preservano la libertà civile e politica, e perciò da ogni liberale costituzione venir debbono professate. In tal guisa lasciandosi a ciascuno Stato ogni arbitrio di foggiare e adattare a sè stesso la propria costituzione, ponsi impedimento perpetuo ch'ei non conculchi giammai nè dimezzi o neghi o dimentichi alcun sacro e imprescrittibile diritto dell'uomo.

La Commissione ha procacciato di segnare e dinumerare cotali diritti e cotali massime di gius pubblico, secondo il concetto più compito e migliore che far si possa oggidì delle condizioni morali e politiche d'un popolo libero ed eminentemente civile; come nei pronunziati che mirano specialmente alle relazioni e corrispondenze fra i varii popoli della Confederazione, ha studiato di raccogliere il più importante e il più pratico di ciò che risguarda i due subbietti predominanti di tutta quella dottrina, che sono Unione e Reciprocazione. Da ultimo, i commessarii vostri ànno aggiunto ai nove capi prescelti e coordinati una disposizione transitoria proposta da un vostro collega[27] e approvata da voi nella tornata delli 22 del corrente mese, e la quale à per fine di subito rendere profittevole alla Causa nazionale e alla guerra santa che sosteniamo il primo adunarsi dei Deputati della gran famiglia italiana.

S'appartiene ora al Congresso di giudicare se questo schema, a così chiamarlo, di Patto confederativo sia degno del suo suffragio. Ma ciò che il Congresso, discutendo la proposta di una legge elettorale, à già risoluto, si è: 1º Che egli desidera che tale schema (esaminato e riveduto innanzi da lui) diventi un limite e una disposizione non alterabile, e sia materia di un mandato imperativo che i Governi consegneranno a coloro a' quali verrà l'ufficio di terminare e sancire il Patto confederativo: 2º Che il particolare disegno di una legge elettorale per la Costituente italiana si conformi e si acconci con esattezza ai principii e alle massime significate nello schema di esso Patto. E intorno a tutto ciò la Commissione si ristringe a far voti perchè la proposta di legge elettorale, tenuta da voi tuttora in consulta e in esamina, non si dilunghi in nulla da tali due vostre risoluzioni, e riesca altresì la più semplice, la più spedita e la più accettabile che mai si possa.

Per soddisfare al presente, o signori, a quell'altro incarico dato alla Commissione, di determinare cioè e descrivere le vie pratiche le quali à da calcare la Società nazionale per la Confederazione italiana, affine che il programma da lei proposto venga sollecitamente ad effetto; sembra alla Commissione non altra cosa dover fare, se non ricordare al Congresso ciò che nel seno della sua Sezione politica fu discusso e deliberato.

Ei vi si ricorda pertanto, o signori, che pochi di sono, alcuno dei vostri colleghi[28] raccomandò al Congresso di non patire che sia disciolto innanzi di aver fermato alcuna cosa di più effettivo e pratico che un nudo programma. E perchè è forza temere che esso pure il programma della Società venga o dimenticato o respinto o al tutto travisato da alcuni nostri Governi d'Italia, dato ancora che non gli manchi l'assentimento e la lode della nazione, fa gran mestieri, diceva quel vostro collega, di porre in consulta la infrascritta proposizione: — Comunicato e raccomandato nei debiti modi ai Governi il nostro programma, fatto lor sentire e conoscere la necessità di adempire il voto comune intorno alla convocazione di una Dieta di governi e di popoli e all'effettuazione di un Patto confederativo, trascorso non picciol tempo senza vedere incominciamento buono dell'uno e dell'altro; qual cosa resta da procurare e da tentare alla Società nazionale per giungere senza tumulto e rivoluzione all'intento suo? —

Udita cotal proposta, fu da molti con alacrità disputata, e parecchi spedienti e trovati vennero suggeriti pel conseguimento del fine. Pareva ad alcuno che imitar si dovesse la radunanza di Haidelberga, la quale in assai pochi giorni si trasformò in un'Assemblea costituente, riconosciuta e obbedita per tutta Germania. Alcun altro escogitava la convocazione di un consesso nato e formato dal suffragio universale, tacendo però il modo di poter radunare le moltitudini e raccoglierne ordinatamente il voto, contro il divieto dei Governi. Alcuno voleva si facesse richiamo ai Circoli tutti politici per l'Italia disseminati, e dal grembo loro uscissero i deputati alla dieta. In fine, l'autore della soprascritta proposizione, avuta facoltà di parlare, e incominciato dal ribattere ed eliminare ciascuno dei partiti sopra accennati, definì e descrisse due modi, i quali insieme congiunti e coordinati egli reputava molto efficaci, ed anzi, a dir vero, i soli da potersi rinvenire ed usare secondo le vie legali e pacifiche. Il modo primo, disse egli, essere la forza crescente dell'universale opinione; il secondo, un richiamo gagliardamente fatto ai Parlamenti italiani, e un'azione speciale ed assidua sopra essi esercitata. Doversi moltiplicare la forza dell'opinione con lo spandere rapidamente e in guisa ben regolata la Società nostra in ogni provincia, in ogni città, e, se puossi, in ogni borgata, e col darle ajuto continuo di stampe e pubblicazioni periodiche sotto forma di gazzette, di lettere, di catechismi e simili scritti popolari, atti e convenienti a diffondere e radicare in tutte le menti un solo concetto e in tutti gli animi un sol desiderio. Doversi moltiplicare altresì quella forza coll'apporre a memoriali diretti così ai Governi come ai Parlamenti migliaja e migliaja di soscrizioni e più di una volta rinnovellate. La quale opera non bastando, e proseguendo tuttora la resistenza al desiderio comune e al diritto che lo sostiene, doversi allora por mano al secondo modo, e sperimentare ogni via ed ogni arte perchè in un parlamento almeno della Penisola il programma della Società nazionale trovi pluralità di suffragi. Non sorgere appo noi fra i Governi e i popoli altra autorità intermedia legale e dalle moltitudini riconosciuta, salvo che i Parlamenti, i quali tutti o parte di loro od uno almeno impossessandosi del gran fatto, e proponendo e vincendo il partito che si richieda ai Governi italiani l'attuazione di una Dieta e d'un Patto secondo le massime della Società, divenire certissimo che al Programma di lei accrescerebbesi oltre misura il credito e l'efficacia, e sarebbe consegnato a mani siffatte che possono, tentata prima ogni via legale e conciliativa, condurlo all'atto da per sè medesime, e senza grave e pericolosa perturbazione. Diffatto, potere quel solo Parlamento o più d'uno con lui risolvere e decretare, che certo numero di Deputati da lui prescelti s'adunino in tale o tale città, per quivi deliberare intorno al Patto confederativo. E del resto, parere impossibile che una determinazione così ardita e notabile, e un esempio così generoso come quello sarebbe, non traesse dietro di sè, prima gli altri Parlamenti, poscia i Governi più illuminati, in ultimo tutta la Nazione. Tale fu il parere allora significato da quel vostro oratore, al quale aderì pienamente il maggior numero degli astanti.

La Commissione vostra facendovene ora esatta e particolareggiata menzione, siccome n'ebbe l'incarico, si piace d'aggiungere ch'ella pure si accosta con piena fiducia al parere del vostro collega. E però vi propone, dando subito un qualche cominciamento all'impresa, d'inviare il nostro programma così a ciascun Governo, come a ciascun Parlamento italiano, accompagnandolo con parole validate da tutte le vostre sottoscrizioni, e proprie ed acconce a far bene intendere quale sia il concetto, quale il desiderio che vi conduce; e come la necessità estrema dei tempi vi astringe a pregare ed insiememente esortare con istanze caldissime perchè l'opera loro s'affretti, e non vogliano tanta parte della salute d'Italia o negligere o trattare con tepidezza, o permettere che i demagoghi tumultuando la guastino e la snaturino, e sia cagione di discordia e di sangue ciò che dovrebb'essere di fratellanza e di pace. A cotesto primo atto della Società e del Congresso, la Commissione spera e desidera che conseguiti altra maggiore dimostrazione del nostro voto comune. Egli occorre, come notammo qui sopra, che ogni città, e, se è cosa fattibile, ogni borgata e villaggio possieda fra breve una Giunta della vasta e sempre crescente Associazione nazionale, e che per opera di tali Giunte vengasi prestamente ad apporre infinite sottoscrizioni al nostro programma; il quale così fregiato e rinvigorato della spontanea ed universale adesione dei popoli, tornerà ai Governi ed ai Parlamenti con acquisto immenso di morale forza ed autorità.

In risguardo poi dell'azione speciale e incessante che esercitar conviensi sui Parlamenti per condurne alcuno a favoreggiare il programma e disporsi ad effettuarlo; in ogni Giunta della Società nazionale se ne terrà particolare consiglio, e si vorrà profittare d'ogni circostanza, spiare qualunque occasione, usare d'ogni mezzo legale e d'ogni arte onesta e non vile, che la prudenza, l'ingegno, lo zelo, l'attività e la perseveranza forniscono e insegnano; ed a tutte queste parziali e locali industrie e provvedimenti darà poi direzione e collegazione continua quella gerarchia che di necessità costituir fa bisogno in seno di una società vastissima e numerosissima.

Se poi (il che tolga Dio) ai partiti che vi sono proposti, o signori, non seguisse verun effetto notabile, rimarrebbe allora a ciascheduno di noi il dovere di ristringersi colla propria coscienza, e deliberare e risolvere qual sia l'officio del buon cittadino, quando ogni via legale si chiude, ogni espettazione è frustrata, ogni longanimità è senza frutto.

PROGETTO DI UNO SCHEMA D'ATTO FEDERALE, REDATTO DAL CONGRESSO NAZIONALE PER LA CONFEDERAZIONE ITALIANA, RADUNATASI IN TORINO IL 10 OTTOBRE 1848.[29]