[39]. Scylax Caryandens., Peripl., 112 (in Geogr. gr. min., I, ed. Müller).
[40]. Du Mesnil-Marigny, loc. cit.; Beloch, op. cit., 173-75.
[41]. Demost., XXXV (In Lacr.), 36; LVI (In Dionysod.), 1 sgg.
[42]. Du Mesnil-Marigny, op. cit., II, 230.
[43]. Andoc., De mysteriis, 133 e Böckh, op. cit., I3, 386; Gilbert, op. cit., I, 392.
[44]. Le premesse di tale conclusione sono un po’ complicate. Nel 413-12 Atene sostituì il tributo federale (L. 6.000.000 all’anno) con un’imposta del 5% su tutto il commercio che si svolgeva entro il suo impero marittimo. La nuova imposta non poteva render meno dell’antico tributo; probabilissimamente, era destinata a rendere di più. Noi possiamo perciò calcolare il gettito lordo pari ad 8 o 9 milioni. Ma queste cifre rappresentavano solo 1⁄20 (il 5%) del movimento commerciale, che si svolgeva entro l’impero marittimo ateniese, ossia L. 160 o 180 milioni; cfr. Francotte, op. cit., 14-15; Glotz, op. cit., 373.
[45]. U. Ruffolo, La Grecia economica odierna, Roma, 1920, pp. 47 sgg.:
| 1910 | L. 305.107.541 |
| 1911 | L. 313.105.044 |
| 1912 | L. 303.819.652 |
| 1913 | L. 297.578.029 |
[46]. 2, 12.
[47]. Thuc., I, 67, 4; Aristoph., Acharn., vv. 530-34.