[158]. Böckh, op. cit., I3, 308 sgg.; cfr. Isocr., De pace, 82.

[159]. Böckh, op. cit., I3, 400-02; cfr. Clerc, op. cit., 21 sgg.; Busolt, Die griech. Staats-und Rechts-Alterthümer, München. 1892, pp. 15, 197. Le εἰφοραί sui meteci pare fossero più gravose di quelle gravanti sui cittadini; cfr. Clerc, e Busolt, loc. cit.

[160]. Francotte, L’industrie en Grèce, I, pp. 193 sgg.; II, 83-84.

[161]. Pol., 37, 4, 5-8.

[162]. Ciccotti, Il tramonto della schiavitù, pp. 90-91. Tre sono, a dire del Malthus (op. e loc. cit., 115), le grandi cause di depopolazione: l’astensione, il pervertimento sessuale, le calamità sociali, quali carestie, epidemie e, sopra ogni altro, la guerra, che riesce tanto più fatale quanto meno i popoli ch’essa investe si trovano lontani dallo stato di natura; cfr. De Bloch, Le Guerre future (trad. fr.), IV, p. 6. Sui rapporti tra guerra e depopolazione in Francia, cfr. Levasseur, La popul. française, Paris, 1889, I, 180 sgg., 190 sgg., 195 sgg., 211 sgg.; II, 210; III, 515, 520.

[163]. Beloch, Bevölkerung ecc., 99-100.

[164]. Ctesicl., in Athen., VI, p. 272 B; Demost., XXV (In Aristog. I), 51.

[165]. Secondo i calcoli, molto accurati del Clerc (Les methèques ecc., pp. 369 sgg. e 379-80), i meteci, che nel l’età di Pericle erano circa 24.000, discesero, nel 309, a 10.000 (Athen., VI, pp. 272 B).

[166]. L’opinione contraria — l’accrescimento degli schiavi nell’Attica durante il IV secolo — è stata introdotta nella corrente coltura storica da alcune pagine non documentate della Bevölkerung del Beloch. È questo un concetto assolutamente errato; cfr. E. Ciccotti, Indirizzi e metodi degli studî di demografia antica (Prefazione al IV vol. della Bibl. di st. econ.), 1908, pp. 48 sgg.

[167]. Beloch, loc. cit. e pp. 74-75.