[171]. Svet. Claud. 21; Nero, 7 — Tac. Ann. 11, 11.

[172]. CIL. 14, 2592, 2631, 2635, 2640 e 2121 (cfr. Rostowzew, Bleitesserae, pp. 81-83) — Tac. Hist. 2, 62.

[173]. Tac. Ann. 14, 14-15; Hist. 3, 62 — Svet. Nero, 20 — Rostowzew, Bleitesserae, 74 e note; 78; Sylloge, nu. 839, 847.

[174]. Rostowzew, Bleitesserae, 87 sgg.

[175]. Dio Cass. 61, 19, 2: «Infatti tutti si esercitavano in ciò che potevano e come potevano, e furono aperte scuole, che frequentarono gli aristocratici, uomini, donne, fanciulle, fanciulli, vecchie, vecchi.»

[176]. Dio Cass. 61, 19 — Tac. Hist. 3, 62.

[177]. Dio Cass. l. c.

[178]. Dio Cass. 61, 20.

[179]. CIL. 6, 2051, vv. 14-15.

[180]. Plin. N. H. 31, 43. Plinio compose la sua grande opera dal 41 al 71, pur continuando a ritoccarla qua e là fino alla sua morte, che del resto precede il regno di Domiziano.