[201]. Dig. 50, 4, 18, 30.

[202]. Cfr. pp. 49; 53 del pres. scritto.

[203]. Svet. Vesp. 17-19.

[204]. Svet. Vesp. 18 — Zonar. 11, 17 e (= P. I. 577) — Hieron. ad a. 88 (ed. Schöne, II, 161).

[205]. 11, 17 c: διδασκάλους ὲν τῆ Ρώμη κτλ. Il Reinach (Medicus in Daremberg et Saglio, Dictionnaire etc. III, 2, 1674), il Briau, il Jacquey (De la condition juridique des médecins privés et officiels dans l’empire romain, Nancy, 1877, p. 112) e altri hanno opinato che Vespasiano retribuisse anche i docenti di medicina, e ne allegano a prova il passo del Dig. 50, 4, 18, 30, in cui essi sono, coi grammatici, coi retori e coi filosofi resi immuni dai carichi pubblici. Ma da questa comunanza di immunità non è lecito inferire una comunanza di pubblica retribuzione.

[206]. Così la definisce il Peter, Die geschichtliche Litteratur über die römische Kaiserzeit, Leipzig, 1897, I, 41.

[207]. Peter, l. c.

[208]. I versi, di Giovenale, che qui riferiamo, riguardano uno stato di cose anteriore al governo di Adriano; cfr. l’edizione di Giovenale del Friedländer, Introd. 10-11 — Dürr, Die zeitgeschichtlichen Beziehungen in den Satiren Iuvenals, Cannstadt, 1902, pp. 20-21.

[209]. 7, v. 150 sgg.

[210]. Sui prezzi del grano a Roma nel I. secolo dell’impero, cfr. Barbagallo, in Riv. di st. ant. 1905, pp. 39 sgg. Una tessera importava 5 modii di frumento.