Gli imperatori, sotto i cui nomi possiamo riassumerla sono tre, due della dinastia dei Severi, Settimio ed Alessandro, e il vero fondatore della monarchia assoluta nell’impero romano, Diocleziano, così come la loro attività può compendiarsi:

1. nei nuovi ritocchi all’indirizzo dei collegia iuvenum e, quindi, della educazione giovanile;

2. nella varia opera legislativa a tutela dei docenti;

3. nell’istituzione di nuove cattedre e nella largizione di nuovi ausilii all’istruzione pubblica.

II.

Cominciamo dall’illustrare il primo punto.

Sotto i Severi, l’educazione fisica dei giovani e la natura dei collegia iuvenum subiscono un ricorso verso l’originario indirizzo augusteo, o, piuttosto, una intensificazione della parte propriamente militare dei loro vari caratteri, riforma questa, che era invocata a gran voce dalle nuove sorti dell’impero e dalla politica della casa regnante. I giuochi militari, che Settimio Severo dava nella ricorrenza del natalizio di Geta,[452] non possono certamente, come talora è stato creduto, considerarsi quale segno del nuovo allenamento militare della gioventù. Essi non riguardavano la gioventù romana, ma soltanto i soldati. Se non che quella singolare celebrazione natalizia fa presupporre tutta una serie nuova di consuetudini di governo e fa pensare a nuove istituzioni, tendenti a identico scopo, o alla trasformazione in questo senso di antichi istituti. Infatti, l’altro figlio di Severo, Caracalla, aveva, come pochi principi ereditari, ricevuto una perfetta istruzione ginnico-militare[453]. E, poichè, nella qualità di erede al trono, i rapporti suoi con l’aristocrazia equestre romana sono, come sempre, durante i primi tre secoli dell’impero, intimissimi; e poichè egli, come, del resto, anche l’infelice fratello suo, fu princeps iuventutis[454], la gioventù equestre romana non potè esimersi dal seguirne le tendenze e i metodi di educazione.

Ma, se questo accadeva in Roma, un più chiaro indizio della riforma accennata dànno i collegi giovanili provinciali. Essi, in questo tempo, si tramutano in vere e proprie milizie del territorio[455], entrano a far parte degli eserciti locali in piede di guerra, e di essi pigliano tutti i costumi e tutti i caratteri.

III.

Ma la prima metà del III. secolo, da Settimio ad Alessandro Severo, è tanto ricca di operosità militare, come di operosità giuridica. Da questo tempo provengono gli scritti degli autori più famosi, che fornirono materia al Digesto giustinianeo, Ulpiano, Paolo, Modestino, i quali tutti avevano occupato a corte uffici notevoli. In questo periodo, quindi, noi abbiamo una più completa elaborazione delle norme precedenti, relative alle immunità, e l’emanazione di norme nuove su questa materia e su altre affini, concernenti gli insegnanti e l’insegnamento nell’impero romano.