Athenagoras.

Justinus, 1, Apologia.

Minucius Felix.

[(291)] Il dottissimo Mortara in una dissertazione pubblicata nel Mosè, Antologia Israelitica, di Corfù, dell'aprile 1884, col titolo Origine dell'accusa del cibarsi di sangue umano nelle agapi dei primi cristiani, scagiona gli Ebrei dall'accusa di aver diffusa questa calunnia contro i primi cristiani. Il dotto Rabbino prova come Minuzio Felice e Tertulliano non soltanto non abbiano attribuito agli Ebrei l'invenzione di siffatte calunnie, ma ne abbian fatto speciale addebito ai Romani. Appoggiandosi poi all'autorità del Renan (Saint Paul, p. 269 e l'Église Chrétienne, p. 306) prova come l'accusa potesse facilmente sorgere da una cattiva interpretazione delle parole del Vangelo relative al Sacramento dell'Eucarestia e fors'anche da qualche trista pratica religiosa in uso presso sette cristiane. Locchè è confermato anche dal Fleury che nello stesso capitolo, da cui abbiamo tolte le nostre citazioni, scrive: “Questi sospetti erano appoggiati dagli abbominii che i gnostici, i carpocrati ed altri eretici commettevano nelle loro assemblee.” Proseguendo poi nella sua dimostrazione il chiar. Mortara pone in luce come Eusebio, Atenagora ed altri, non escluso lo stesso Giustino, attribuiscano al diavolo le calunnie di cui eran vittima i Cristiani. Conchiude infine il chiar. autore quella parte della sua dissertazione che concerne l'argomento nostro, facendo risultare come nella epoca in cui sorsero quelle accuse contro i primi Cristiani, gli Ebrei, confusi con essi, fossero coinvolti nelle stesse persecuzioni da parte dei gentili. Locchè esclude che ne fossero gli istigatori. Infine rileva come da un lato i gentili avessero nelle loro storie numerosi esempi di atrocità e di incesti, sicchè potevano agevolmente essere indotti a pensare a siffatti delitti e ad accusarne altri, mentre gli Ebrei, cui riti siffatti furono sempre sconosciuti, non avrebbero avuto dove attingerne l'idea. — Aggiungiamo a queste osservazioni del chiarissimo Mortara che il Pamelio (1536–1587), nel suo commento a Tertuliano, espressamente nota che tale accusa deriva la sua origine dalla Cena cristiana.

[(292)] Tertulliani, Apologeticus, 7, 8, 9.

Origenes contra Celsum, vi, 293.

[(293)] Tertull., Ap., 50. Baron., an. 138, n. 5 Bioeothanati. Sarmenticii. Semaxi. Bar. 385, N. 5.