Questa lettera, fatta per attirare sul capo dell'on. Finzi i fulmini degli intolleranti di tutte le religioni, giova mirabilmente all'assunto nostro, perchè dimostra — e ce n'era bisogno? — che il fatto di esser nati ebrei piuttosto che cristiani o turchi non ha proprio nulla a vedere coi sentimenti patriottici.

[(21)] Angelo Usigli, nato nel 1803 a Modena, morto a Londra, nel 1875, fu congiurato con Ciro Menotti, anzi dei pochi che collo stesso Menotti furono nella costui casa circondati dalle truppe estensi. L'Usigli propose di dar fuoco alla casa piuttosto che arrendersi, ma, dissentendo i compagni, fu con loro arrestato e condannato a morte. Commutatagli la pena in esiglio perpetuo, si rifugiò a Londra e collaborò nella Giovane Italia. V. Gazzetta d'Italia, 15 aprile 1875.

[(22)] L'avo di Daniele Manin era ebreo. Il comm. Pincherle lo seppe dalla sua bocca stessa. V. La vita ed i tempi di Daniele Manin per Errera e Finzi, Venezia, 1872. Cfr. Rudolph Gottschill, Un mois d'automne en Italie.

[(23)] Ci limiteremo a riferire qui l'elenco degli Ebrei che fecero parte della gloriosa schiera dei Mille; sono otto e cioè: Alpron Giacomo, da Padova; Colombo Donato da Ceva; D'Ancona Giuseppe da Venezia; Donati Angelo da Padova; Luzzatto Riccardo da Udine; Ravà Eugenio da Reggio Emilia; Uziel Davide Cesare da Venezia. Calcolato a venticinque milioni il numero degli italiani nel 1860, ed a quarantamila il numero degli ebrei, si vedrà di leggieri quanto sproporzionatamente numeroso sia stato il concorso degli Ebrei in quella spedizione. I nomi che precedono abbiam desunto dal n. 21 dell'anno 1864 del Bollettino delle nomine e promozioni. Giornale Ufficiale militare, pag. 169 e seg.

[(24)] Esodo, xii, 38.