[(206)] Se l'indole di questo lavoro lo consentisse, potremmo moltiplicare gli esempi per dimostrare che caorsini, lombardi e toscani precedettero quasi dovunque gli Ebrei nell'esercizio dell'usura. Nell'impossibilità di farlo qui, ci limitiamo ad un solo esempio somministratoci da un'eccellente monografia di Antonio Ive (Dei banchi feneratizi e capitoli degli Ebrei di Pirano e dei Monti di pietà in Istria, Rovigno, Bontempo e C., 1881), dove a pagina 7 si legge: “Ai fiorentini succedettero in Istria, nell'esercizio della fenerazione, verso il 1380 circa, gli Ebrei, i quali ne ebbero, per così dire, il monopolio fino alla metà del secolo xvii.”
[(207)] Non facciamo la storia dell'usura, e dobbiamo quindi trascurare molte e molte citazioni ad appoggio di quanto veniamo dicendo; a mostrare però come l'industria feneratizia non fosse esercitata dai soli Ebrei, riferiamo il seguente brano di un'ordinanza di Luigi il Protervo, 9 luglio 1315: “Et comme nous avons appris que plusieurs Italiens étaient dans notre Royaume, lesquels exercitent marchandises et contrats qui ne sont pas honnêtes, notre intention n'est pas de donner à tels Italiens lesdites frauchises et libertés.”
[(208)] San Luigi li oppresse colle leggi più intollerabili, liberò i loro debitori, proibì ogni azione giudiziaria a vantaggio degli Ebrei, e spinse il rigore sino a proibir loro di contrattare. (Blanqui, Hist. de l'Ec. pol., i, 186).
[(209)] Blanqui, op. cit., i, 223.
[(210)] Loc. cit.