[200]. Sulla sinistra della Secchia a monte dell'Emilia, e più su circa 20 chilometri.
[201]. Di pochissimo al di sotto dell'Emilia a Nord di Castel S. Pietro che è sulla ferrovia Bologna Ancona.
[202]. Alla destra e a poca distanza dall'Enza due chilom. a valle dell'Emilia.
[203]. Alla sinistra del Mella, Sud di Brescia.
[204]. Il capo di tutti i Minoriti sparsi nel mondo era il Ministro Generale, o semplicemente il Generale. Ma l'amministrazione era divisa per provincia, e il capo di ciascuna Provincia era il Ministro Provinciale, o semplicemente Provinciale. Il capo poi di ciascun convento della Provincia si chiamava Guardiano. Ora ogni Provincia ambiva ed aveva interesse morale e materiale di avere qualche frate, che per ingegno e per dottrina le desse lustro; e perciò quando vi era un giovane che offrisse speranza di riescire eminente per lettere o per iscienza, lo mandavano alla celeberrima Università di Parigi per gli studi di perfezionamento. Per la Provincia della Sicilia fu dunque inviato frate Gerardino di Borgo S. Donnino.
[205]. Sulla sinistra del Taro a due chilometri Nord della stazione di Castel Guelfo.
[206]. Sulla Secchia circa 20 chilometri a monte dell'Emilia.
[207]. Intendi i Fiorentini ed i Lucchesi di parte Guelfa furono fieramente battuti dai Sanesi e da fuorusciti Fiorentini di parte Ghibellina. Ed i Guelfi furono traditi da Farinata degli Uberti e da Gherardo Ciccia dei Lamberti, Ghibellini; i quali col mezzo di due frati Minori proposero ai Rettori Guelfi di Firenze la consegna di una porta della città di Siena nelle loro mani, purchè mandassero un regalo di 10,000 fiorini d'oro, e andassero con un forte esercito a prenderne possesso. I Rettori di Firenze morsero all'amo dell'inganno; raccolsero i denari e l'esercito, ma la porta promessa non fu consegnata, anzi furono rovinosamente sbaragliati a Montaperti sull'Arbia; e Firenze ritornò a signoria Ghibellina. La strage fu grande, e la si può misurare, quantunque vi sia palese esagerazione, da ciò, che gli Annali di Pisa fanno ascendere a 10,000 i morti, e a 20,000 i prigionieri di guerra; e il Cronista Saba Malaspina dice di 15,000 prigionieri; Roncioni nello sue Storie Pisane nota 12,000 tra morti e prigionieri; fra Leonardo Aretino dà 30,000 morti, 4,000 prigioni; Bartolomeo Spina 10,000 morti, e 20,000 prigionieri. La battaglia fu combattuta il 4 settembre 1260 secondo Giovanni Villani; il 4 settembre 1261, secondo Rainieri Sardo nella sua Cronaca Pisana, inserta nell'Archivio storico, pag. 88 del Tomo 6º, parte 2ª, dispensa 1; Salimbene la assegna al 1259; ed è più attendibile che gli altri, poichè Salimbene era contemporaneo e già scrittore di cronache; gli altri sono tutti scrittori posteriori al tempo in cui il fatto avvenne.
[208]. Venti chilometri a Sud Ovest di Modena sui colli.
[209]. A sette miglia Sud da Modena sul Tiepido, e restano ancora avanzi del castello.