E allor dell'ire s'ammorzò l'ardore
Che la spada del ciel, toccando, franse
Di tanto scisma il perfido dottore, ecc
. . . . . . . . . . . . . . . . .
Ventitrè volte il sol vide, e rivolse
Da tanto orrore l'atterrito ciglio.
Nè quel lupo cessò fin che nol tolse
Seco la morte al doloroso esiglio.
Ah! quanti ne sedusse e ne travolse
Al regno del dolor, od in periglio!