Parma, devota, al ciel s'erge superba,

Ma, per foco struttor, fronda non serba.

Barcamenando va contro il Dragone;

Ma vipera divien, e a morte il pone.

Non ignara del mal, che si previde,

La fiamma anche su te, Cremona, stride.

La parte imperïal, che in te risiede,

Le lingue arrota, si dilania e fiede.

De' magnati di Padova la prole,

Commovendo la terra, il mare, il sole,