Pareme cielo stellato—chi da questi tre è spogliato,
ècce un altro ciel velato:—acque chiare solidate.
Quattro venti move ’l mare—che la mente fon turbare,
lo temere e lo sperare,—el dolere e ’l gaudiare.
Queste quattro spogliature—piú che le prime so dure;
se le dico, par errure—a chi non ha capacitate.
De lo ’nferno non temere—e del ciel spem non avere;
e de nullo ben gaudere—e non doler d’aversitate.
La virtú non è perchene,—ca ’l perchene è for de téne;
sempre encognito te tène—a curar tua enfermitate.
Se son nude le virtute—e le vizia son vestute,
mortale se don ferute,—caggio en terra vulnerate.
Puoi le vizia son morte,—le virtute son resorte
confortate da la corte—d’onne empassibilitate.
Lo terzo ciel è de piú altura,—non ha termen né mesura,
fuor de la magenatura—fantasie mortificate.
Da onne ben sí t’ha spogliato—e de virtute spropriato,
tesaurizi el tuo mercato—en tua propria vilitate.
Questo cielo è fabricato,—en un nihil è fondato,
o’ l’amor purificato—vive nella veritate.