Ed en Dio uno e trino,—loco li se mette el frino
d’entelletto posato,—l’affetto adormentato.
E dorme senza somnia—c’ha veritate d’omnia,
c’ha reposato el core—nello divino amore.
Vale, vale, vale!—Ascende per queste scale,
ché pò cader en basso,—farí’ grande fracasso.
LXXII
Como el vero amore del prossimo in pochi se trova.
Vorría trovare chi ama;—molti trovo che sé ama.
Credeva essere amato,—retrovome engannato,
dividendo lo stato—perché l’omo sí m’ama.
L’omo non ama mene,—ama quanto en me ène;
però, vedendo bene,—veggio che falso m’ama.
Se so ricco, potente,—amato da la gente,
retornando a niente,—onne omo sí me sciama.
Ergo l’avere è amato,—ca io son odiato;
però en folle è stato—chi ’n tal pensier sí m’ama.
Veggio la gentileza—che non aggia riccheza,
retornará en vileza,—onom l’apella brama.