Rècamese la cocina,—messa en una mia catina;
puoi ch’abassa la ruina,—bevo e ’nfondo el mio polmone.
Tanto pane enante affetto,—che n’è statera un porchetto;
ecco vita d’uomo stretto,—nuovo santo Ilarione.
La cocina manecata,—ecco pesce en peverata;
una mela me c’è data—e par taglier de storione.
Mentre mangio ad ura ad ura—sostegno grande freddura,
lèvome a l’ambiadura—stampiando el mio bancone.
Paternostri otto a denaro—a pagar lo tavernaro;
ch’io non agio altro tesaro—a pagar lo mio scottone.
Se ne fosser proveduti—gli frati che son venuti
en corte pro argir cornuti,—che n’avesser tal boccone!
Se n’avesser cotal morso,—non faríen cotal discorso;
en gualdana corre el corso—per aver prelazione.
Povertate poco amata,—pochi t’hanno desponsata,
se se porge vescovata—che ne faccia arnunzascione.
Alcun è che perde el monno,—altri el lassa como a sonno,
altri el caccia en profonno:—diversa han condizione.
Chi lo perde è perduto,—chi lo lassa è pentuto,
chi lo caccia ha ’l proferuto,—èglie abominazione.