Il vino, consumato da esso ubriaco, esso vino col bevitore si vendica.

XLV. — LE FIAMME E LA CALDAIA. (Frammento.)

Un poco di foco, che, in un piccolo carbone, in fra la tiepida cenere rimaso era, del poco omore, che in esso restava, carestiosamente e poveramente sè medesimo notría. Quando, la ministra della cucina, per usare con quello l’ordinario suo cibario offizio, quivi apparve, e, poste le legne nel focolare — e, col solfanello già resuscitato d’esso, già quasi per morto, una piccola fiammella e, infra le ordinate legne quella appresa e, posta di sopra la caldaia — sanz’altro sospetto, di lì sicuramente si parte.

Allora, rallegratosi il foco delle sopra sè poste secche legne, comincia a elevarsi: cacciando l’aria delli intervalli d’esse legne, in fra quelli con ischerzevole e giocoso transito, sè stesso tesseva.

Cominciato a spirare fori dell’intervalli delle legne, di quelli a sè stesso dilettevoli finestre fatto avea; e, cacciate fori di rilucenti e rutilanti fiammelle, subito discaccia le oscure tenebre della serrata cucina; e con gaudio, le fiamme già cresciute, scherzavano coll’aria d’esse circundatrice e con dolce mormorio cantando, creava soave sonito....

Rallegrandosi il foco delle secche legne, che nel focolare trovato avea, e in quelle appresosi, con quelle comincia a scherzare tessendole in sue piccole fiammelle, e ora qua ora là, per li intervalli, che in fra le legne si trova, traeva.

E, scorrendo in fra quelle con festevole, giocoso transito, cominciò a spirare, e fra li intervalli delle superiori legne apparía, facendo di quelli a sè dilettevoli finestre ora qua, ora là.

Vedutosi già fortemente essere sopra delle legne cresciuto e fatto assai grande, cominciò a levare il mansueto e tranquillo animo in gonfiata e insopportabile superbia, facendo quasi a sè credere tirare tutto il superiore elemento [l’elemento del foco] sopra le poche legne.

E cominciato a sbuffare, e, empiendo di scoppi e di scintillanti sfavillamenti tutto il circostante focolare, già le fiamme, fatte grosse, unitamente si drizzavano inverso l’aria.... quando le fiamme più altere, percosser nel fondo della superiore caldara.

XLVI. — LO SPECCHIO E LA REGINA. (Frammento.)